Sorge su un fertile terreno caratterizzato da campi coltivati a cereali e vigneti. Zeddiani è un piccolo centro di mille e 100 abitanti del Campidano di Oristano, da cui dista dieci chilometri, noto per gli ottimi prodotti agricoli e per i manufatti artigianali, specie tessili. Tra le produzione spiccano quelle vitivinicole, come la famosa vernaccia, vino dolce e profumato, e gli ortaggi, in particolare i pomodori, ai quali è dedicata la sagra del pomodoro a metà agosto, occasione per degustare pietanze tipiche.

Intorno all’abitato di origine medioevale sono evidenti le testimonianze di insediamenti nuragici, in particolare i nuraghi Couau e Urigu. Nel corso dei secoli il paese ha cambiato più volte nome: Cellayani, Cellevane, Seleiani. Tutti hanno la matrice comune latina cellarium, ossia ‘magazzino’, luogo di deposito dei raccolti, soprattutto di grano. Nel centro storico di notevole pregio e interesse è la chiesa della Madonna delle grazie, fondata nel XIII secolo e ricostruita nel XVII. Spicca per la facciata in conci di arenaria chiara alternati a pezzi di basalto scuro che generano un elegante effetto bicromatico. Altrettanto pregiata, specie per gli arredi che custodisce, è la parrocchiale di san Pietro apostolo, risalente al XVII secolo. All’interno ammirerai un altare ligneo barocco in cui campeggia il simulacro della Madonna della Neve in legno policromato e dorato. La parrocchiale è meta finale della processione, momento culminante della festa di sant’Apollonia, il 9 febbraio. Mentre il patrono san Pietro è celebrato a fine giugno, due settimane dopo la festa di sant’Antonio da Padova. Zeddiani è molto legata alle tradizioni religiose: oltre alle celebrazioni per i suoi santi, ne sono testimonianza i riti della Settimana Santa, vissuta con grande partecipazione da tutta la comunità del paese.