È stato definito “meraviglioso miracolo della Divina Provvidenza”. Sull’isolato e silente colle di Cuccullio, a tre chilometri da Nuoro, sorge maestoso il monastero delle Carmelitane Scalze, realizzato su un progetto di Savin Couelle per ospitare 24 monache. L’architetto francese fu uno dei ‘progenitori’ della Costa Smeralda, che non abbandonò la Sardegna ma volle sdebitarsi ulteriormente dell’ospitalità disegnando (di sua sponte) un altro capolavoro. La mole del complesso claustrale si eleva come una castello su un monte, grandiosa all’esterno, poetica dentro. L’impressione di una fortezza monolitica e austera svanirà quando varcherai l’ingresso e resterai estasiato dalla suggestione che il geniale Couelle ha saputo infondere, prediligendo povertà di materiali ed eleganza di forme e linee. Il risultato è un’architettura in movimento, fatta di rimandi, simbolismi e giochi di luce. Nell’opera sono racchiusi messaggi teologici come annientamento di Cristo e umiliazione profonda della Croce. Mentre la cupola ottagonale che chiude il santuario, è simbolo dell’ottavo giorno, quello di risurrezione e nuova creazione. Tutta l’opera ha uno sviluppo estremamente verticale: entrato in chiesa, scenderai fino a raggiungere l’altare, il punto più basso, mentre risalirai verso il catino, punto sommo dell’abside. Il tutto a simboleggiare l’Ascensione. Tutto l’edificio ha saliscendi a rappresentare le asperità della vita. Il tabernacolo incuneato nella roccia, invece, è un richiamo alla natura circostante Nuoro, così come la presenza di una conchiglia gigante - proveniente dalle Mauritius - rievoca il mare e l’Isola. La statua lignea della Vergine Maria - da cui la consacrazione alla Mater Salvatoris – proviene dagli Stati Uniti. È mutilata e bruciata, perché risale alla Rivoluzione francese, quando i Giacobini, in segno di disprezzo, mutilavano i simulacri religiosi. Nelle pareti laterali quattro piccole croci di bronzo indicano la data di consacrazione: 29 maggio 1994.