Il Museo, che si trova a Nuoro, è dedicato a Francesco Ciusa (1883-1949), grande artista ritenuto l'iniziatore della scultura moderna nell'Isola. Nato a Nuoro, Ciusa ottiene giovanissimo, nel 1907, il prestigioso riconoscimento della critica alla Biennale di Venezia col gesso 'La madre dell'ucciso'. Trasferitosi a Cagliari, lavora alle sculture, in gran parte ispirate al mondo pastorale e alla cultura nuorese, l'universo da cui l'artista trae la sua prima e autentica forza creativa. Nel 1919, sposta il suo interesse sulla ceramica e sulle sculture in 'stucco a marmo'. Con l'avanzare dell'età e dopo il bombardamento del suo laboratorio (1943), Ciusa interrompe il lavoro. L'ultima, famosa opera è 'Il fromboliere' (Orgosolo 1939-1940).

L'esposizione è collocata all'interno dell'ex Tribunale di Nuoro, vasto complesso architettonico recentemente restaurato, che rappresenta una costante nei ricordi e nell'immaginario della popolazione nuorese (antico convento, tribunale consegnato alla storia letteraria e infine istituto scolastico). Si articola in sei sale e propone ai visitatori circa 60 opere dell'artista, tra gessi e lavori in terracotta e pasta marmorea, il tutto corredato da disegni e documenti d'archivio. Di particolare interesse il ciclo 'I cainiti', un poema plastico di rara potenza che illustra il mondo primitivo e rude, ma anche intimistico e sensuale, dell'entroterra barbaricino. Preziosa, inoltre, la ricostruzione, integrata con frammenti marmorei originali, del monumento eretto nel 1931 a Nuoro in onore di Sebastiano Satta e poi distrutto. L'ampiezza degli ambienti, il sapiente uso della luce e la proiezione di filmati d'epoca, consentono al visitatore di entrare in modo coinvolgente nell'arte di Ciusa, lungo un tracciato che non è segnato dalle tappe temporali, ma nutrito dalle emozioni. Non a caso l'ultima opera di questo viaggio nella grande scultura sarda è proprio quella con cui tutto è cominciato: 'La madre dell'ucciso'.

Il Museo Ciusa è contemporaneamente un viaggio nella grande arte e nella cultura sarda più intima, un percorso emozionale che non può lasciare indifferente nessun visitatore.