Sorge ai piedi della Giara di Serri, nel territorio storico del Sarcidano ai confini con la Trexenta. Escolca è un piccolo centro agricolo di 600 abit anti, nel cui territorio sono coltivati ulivi, cereali e vitigni. A caratterizzare l’artigianato sono antichi telai per ricamare stoffe e impagliatori che confezionano cesti. Il paese si sviluppa attorno alla parrocchiale di santa Cecilia, in stile tardo gotico. Il villaggio compare per la prima volta nell’XI secolo come villa di Escolca della curatoria di Siurgus, nel giudicato di Cagliari. Diverse sono le leggende sull’origine: si parla di scolka come insieme di piccoli villaggi o come corpo di guardia per sorvegliare i campi. Di certo il territorio fu abitato sin dal periodo nuragico, come testimonia il nuraghe Mogurus, monotorre, realizzato con rocce basaltiche. Notevoli sono i ritrovamenti risalenti al periodo di epoca romana.

Un fascino antico e misterioso risiede nel piccolo borgo antico di san Simone: circa cinquanta casette, costruite con paglia e fango, sorte intorno alla chiesetta dedicata al santo, nelle cui fondamenta spuntano i resti di su Nuraxi Mannu. La frazione di Escolca, oggi borgo ‘fantasma’, si trova al confine con altri quattro paesi (Gergei, Gesico, Mandas e Villanovafranca). Abitato nell’Antichità, una brutta pestilenza ne decimò la popolazione e i superstiti trovarono accoglienza solo a Escolca, cui donarono i terreni della borgata. Gli abitanti del vicino centro di Mandas furono contrari alla donazione. I due paesi arrivarono a un accordo dopo varie controversie: decisero di porre la statua di san Simone sopra un giogo, il borgo sarebbe appartenuto al villaggio nel quale si fosse spontaneamente diretto. I buoi scelsero Escolca. Si decise come ricompensa che in occasione dei festeggiamenti in onore del santo la processione passasse anche da Mandas. Tradizione che si rinnova immutata ogni anno: la festa di san Simone ha come centro il paesino disabitato, solitamente nel fine settimana dopo la Pentecoste.