Erano scintille, nelle notti di sant’Antonio

Fuochi di sant'Antonio - Ottana

Erano scintille, nelle notti di sant’Antonio

Inaugurano la stagione dei carnevali, ma nel 2021 attorno ai falò l’atmosfera è di raccoglimento e speranza
i fuochi si benedicono, la festa è rimandata

I fuochi di sant’Antonio abate, noto in Sardegna come sant'Antoni 'e su fogu, nel 2021 vivranno nel ricordo e nell’attesa. È un rito pagano cui partecipano intere comunità animate dal sentimento religioso e dalla voglia di far parte di un evento corale che affonda radici nella tradizione. Una celebrazione festosa che in questo particolare inizio di nuovo anno non si può rinnovare. Tutto ebbe inizio con una leggenda popolare, sant’Antonio discende gli Inferi per rubare una scintilla e donarla all'umanità. Dalla notte dei tempi si ringrazia il santo per questo dono vitale accendendo in suo onore enormi falò all’imbrunire del 16 gennaio. Solitamente ci si raccoglie intorno, i fuochi incitano le anime a danzare, prima con movimenti simili a sussulti, poi la festa irrompe vivace all’aumentare del crepitio dei rami, la musica di launeddas e fisarmoniche da sempre accompagna balli e canti corali, prelibatezze e vino offerti agli ospiti, fave con lardo, coccone, pistiddu, dolci di sapa, mandorle e miele. Ogni comunità dà vita al proprio rituale e in alcuni paesi si va avanti a festeggiare sino alla notte del 19 gennaio quando anche san Sebastiano viene onorato con spettacolari falò.

sa prima essia a Mamoiada - 2018 - www.alessandrovargiu.com
mamuthones e issohadores_mamoiada_www.alessandrovargiu.com
riscaldano cuore e anima in tantissimi paesi dell’Isola

La Sardegna rievoca questo rito pagano millenario con profondo senso di sacralità. In Barbagia e Ogliastra è molto radicato: nei giorni precedenti si raccoglie la legna e si impila nel sagrato della chiesa. Prima dell’accensione i fedeli compiono tre giri propiziatori intorno alla catasta in senso orario e tre nel verso opposto, poi inizia la grande festa che dura sino a notte fonda. A Seui si accendono is Fogoronis in onore di sant’Efisio, sant’Antonio e san Sebastiano, seguono la processione con le fiaccole lungo le vie, le cerimonie nei vari rioni dove sono accesi is fogus e infine il misterioso rito de s’Intregu. In altri territori si va alla ricerca di alberi cavi, sa tuvura, che vengono riempiti di alloro e alcuni incisi con croci. La benedizione religiosa accompagna il fuoco che divampa dentro le cavità dei tronchi, quasi giungesse direttamente dagli Inferi, la più grandiosa tuvera si erige a Sorgono. Corbezzolo, lentisco e cisto sono le frasche profumate dei fuochi di Orosei, Posada, Siniscola e Torpè, mentre a Dorgali si accendono solo frasche di rosmarino.

Surtzu e sos colonganos - Austis
Sas tuvas di Orosei
le prime uscite delle maschere di carnevale

L’accensione dei fuochi di Sant’Antonio coincide con la prima uscita delle arcaiche maschere del carnevale. Quest’anno non ci sono festa e danze propiziatorie, ma a Mamoiada per tradizione si accendevano tanti falò quanti sono i quartieri del paese e attorno al fuoco si muovevano vigorosi i Mamuthones accompagnati dagli Issohadores. Nell’antica credenza il rumoroso ballo dei sonagli allontana il male e favorisce annate agrarie abbondanti. A Ottana si celebra s’ogulone de sant’Antoni, sino allo scorso anno con la prima uscita dei Boes e Merdules; a Orotelli, solitamente, dopo il rito religioso scendevano in piazza i Thurpos, gli orbi con visi ricoperti di fuliggine e vestiti di orbace nera. Anche a Neoneli è consuetudine la vestizione de sos Corriolos, cui seguiva la loro danza rituale intorno ai fuochi e a Sadali per is Foghidonis va in scena la prima uscita della maschera de s’Urtzu ‘e su Pimpirimponi.

Nel 2021 i fuochi vivranno nel ricordo, nell’attesa e nella speranza che la tradizione riprenda l'anno prossimo.

Is Foghidonis degli anni scorsi - Sadali

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