La sua piana, attraversata dal fiume Cixerri e delimitata da colline estese sino al monte Arcosu, ci ha restituito preziose eredità dalla preistoria all’alto Medioevo. Villaspeciosa è un centro di duemila e 500 abitanti ai confini tra Campidano di Cagliari, da cui dista venti chilometri, e Sulcis-Iglesiente. Le sue case ‘a corte’ si dispongono attorno alla parrocchiale della beata Vergine Assunta, costruita a fine XVI secolo e custode del celebre ‘Crocifisso doloroso’. All’interno del parco comunale, su un sagrato pavimentato in pietra, sorge la ‘singolare’ chiesa di san Platano, il cui culto bizantino fu introdotto insieme a quello di sant’Antioco ed è ‘raccontato’ da un murale all’ingresso del paese. Il santo è celebrato ad agosto con processione accompagnata da goccius e launeddas, associata alla sagra de s’abiu (dell’ontano). La chiesa, eretta dai vittorini di Marsiglia nel 1141, ha conservato l’impianto romanico originario: è un’‘inconsueta’ opera di maestranze francesi a due navate voltate a botte, terminanti in absidi semicircolari. La facciata ti colpirà per la policromia ottenuta da conci bianchi, grigi e azzurri, di marmo, tufo e trachite. Il materiale è ‘reimpiegato’: proviene dal vicino sito di san Cromazio, piccolo centro in epoca romana imperiale - forse stazione di sosta lungo la strada per Sulci (Sant’Antioco) - dotato di impianto termale, di cui riconoscerai la pianta di vari ambienti. Sopra le terme fu eretto nel IV secolo d.C. un edificio di culto cristiano pavimentato con un meraviglioso mosaico policromo, formato da pannelli a motivi vegetali e geometrici disposti a ferro di cavallo attorno a un rettangolo dove sono raffigurati vasi per libagioni. È il mosaico più grande dell’Isola (160 metri quadri). Il villaggio fu abitato sino a età bizantina (VI secolo), poi la sua popolazione si trasferì nell’area dell’attuale abitato. Altre testimonianze romane, repubblicane in questo caso, sono visibili in siti già punici: spicca la necropoli di Bega deretta. Il territorio fu popolato ampiamente in età nuragica, specie vicino alle sorgenti. Tra Bronzo finale e inizio dell’età del Ferro (XII-IX secolo a.C.) si collocano insediamenti di Bidda Itzu e di is Crus e tomba ‘a corridoio’ di monte Truxionis. A ovest del paese troverai l’insediamento di Mitza Cuccureddus, sviluppatosi vicino al nuraghe di monte Silixianu e formato da edificio rettangolare e agglomerato di capanne. Sorgente (mitza) nuragica e abitato sono delimitati da una cinta muraria megalitica. L’intero sito è immerso in un bosco di lecci e macchia mediterranea. Da esplorare è il lago di san Giovanni di Seruis, dove troverai i ruderi della chiesa intitolata al santo, l’area della polveriera militare dismessa, ritrovo di appassionati di guerra simulata, e una zona destinata ad acquapark e pista di go-kart. Prelibata è la tradizione culinaria: tra i primi non perdere sa frègua groga, fregola con zafferano. Basi delle pietanze sono semola, legumi (per le minestre) e colture ‘selvatiche’ (asparagi, cardi e funghi). Tra i vini spiccano nuragus e monica.