Due particolarità ti colpiranno: la chiesa di santa Maria delle Grazie, risalente al 1300, è priva di facciata e ha l’ingresso su un lato, al centro di tre ampie arcate di pietra trachitica e calcarea. Un tempo principale edificio di culto di Castelsardo, sino a inizio XVI secolo è stata cattedrale della diocesi che comprendeva l’Anglona. Perso il titolo a vantaggio dell’attuale scenografica cattedrale di sant’Antonio Abate, la chiesa divenne sede dell’oratorio della confraternita di santa Croce. I confratelli custodiscono la tradizione del Lunissanti, la processione più suggestiva della Settimana santa castellanese. Parte da santa Maria della Grazie, dopo la messa dell’alba e arriva sino alla basilica di Nostra Signora di Tergu, dopo più di dieci chilometri di cammino. Il rientro notturno è illuminato da fiaccole tremolanti.

L’interno di Santa Maria è a navata unica con altare maggiore neoclassico posto nell’abside, che custodisce un ecce homo (scultura di Cristo) tra due nicchie e altre statue di santi. La chiesa è arricchita da altari minori lignei barocchi e da una statua di san Francesco. La cappella con volta a crociera accoglie il famoso crocefisso del Cristo Nero, del 1300, uno dei più antichi in Sardegna. É detto Cristu Nieddu per via del legno di ginepro anneritosi nel tempo. Era considerato miracoloso e portato in processione tutte le volte che calamità naturali si riversavano sulla cittadina.

La chiesetta trecentesca e il convento francescano annesso sono stati protagonisti, nutrendo la spiritualità della sua popolazione, della storia di Castelsardo, un tempo roccaforte medioevale dominata dal castello dei Doria e protetta da mura e 17 torri, oggi appartenente al club dei borghi più belli d’Italia, caratterizzato da natura, storia, tradizioni artigiane e religiose. Il castello ospita il museo dell’Intreccio mediterraneo, uno dei più visitati della Sardegna. Da non perdere anche i palazzi La Loggia e Eleonora d’Arborea, i siti archeologici di nuraghe Paddaju, mura megalitiche di monte Ossoni e domus de Janas ‘a protome taurina’ e monumenti naturali come la roccia dell’Elefante. Dalla cultura al mare: il litorale è fatto di alte scogliere di trachite rossa. Tra i tratti sabbiosi spiccano la Marina di Castelsardo e la spiaggia di Lu Bagnu: arenile color crema con fondale cristallino. Per gli appassionati di windsurf e vela, è imperdibile una puntata a punta La Capra. Il mare è anche sulle tavole dei ristoranti castellanesi.