Sulle rotte dei fenici, immerso tra lo stagno di Cabras e lo spettacolare Capo san Marco, impreziosito dalle rovine dell’antica città di Tharros, sorge un piccolo borgo, dove la vita sembra scorrere ancora come in tempi lontani. Ancora oggi noterai le caratteristiche casette in legno e giunco dei pescatori, di cui rimangono esempi a pochi passi dagli scavi archeologici. Il caratteristico villaggio di San Giovanni di Sinis custodisce un gioiello storico-architettonico di inestimabile valore, dove si respira un’aria di pace spirituale. È la piccola chiesa paleocristiana di san Giovanni scolpita con forme particolari. La prima costruzione risale al periodo bizantino, a metà del VI secolo, la chiesetta campestre sorge su un piccolo cimitero dalle origini pagane: i tratti sono di necropoli punica e poi cristiana. Orientata al sole dell’alba, trasuda tuttora un’aurea di austera sacralità che trasmetteva un tempo ai devoti e che riecheggia nella figura di san Giovanni Battista, cui è dedicata. Ha pianta rettangolare con abside sporgente, la struttura è costituita da blocchi in spoglio di arenaria che rievocano le mura di Tharros, dapprima colonia fenicio-punica, poi romana.

La sua forma originaria è stata rivista e ampliata tra IX e X secolo e oggi si mostra in vesti altomedievali che ne fanno una delle più antiche chiese sarde. Al suo interno ammirerai tre navate sovrastate da una volta a botte e separate da archi in successione. La luce del sole penetra fioca da una finestra ottagonale che fa esaltare il contrasto tra oscurità interna e luminosa facciata. Vedrai accanto la torre di san Giovanni, così chiamata per la vicinanza alla chiesetta e costruita tra fine XVI secolo e inizio XVII. È una delle due torri costiere della zona, l’altra è la torre Vecchia (o di san Marco), che domina da oltre 50 metri d’altezza l’area archeologica e sovrasta l’incantevole spiaggia di san Giovanni, sabbia bianca finissima che si immerge nel mare turchese. Nei circa 30 chilometri di costa dell’area marina della penisola del Sinis troverai altre meraviglie fatte di finissimi granelli di quarzo, in particolare Is Arutas, Maimoni e Mari Ermi. Per completare l’escursione culturale, invece, fai visita al museo archeologico Marongiu di Cabras, dove ammirerai parte della più grande scoperta archeologica di fine XX secolo nel bacino del Mediterraneo: le statue dei Giganti di Mont’e Prama.