È un paesino del Meilogu, sub-regione del Logudoro, a circa trenta chilometri da Sassari, che si distende in una valle ai piedi del monte Pelao. Bessude, popolato da circa 400 abitanti, è circondato da paesaggi suggestivi e incontaminati, ricchi di corsi d’acqua, alberi da frutta e campi di fiori. Nei dintorni del paese godrai di un panorama incantevole: da un lato rilievi, la foresta di Littu, gli uliveti di su Monte e i pioppi di Pojos, dall’altro le querce di sa Silva e la valle di Pumàri e Badde.

L’abitato è attraversato da due torrenti, uno sormontato da un ponte degli anni Cinquanta del XX secolo. Presenta scorci caratteristici: l’attuale centro storico è di origine medioevale (XIII secolo circa) e mostra antiche case che conservano architravi decorati con archi, il cui stile denota influenze spagnole. A rendere il borgo pittoresco anche i murales dipinti sulle facciate di alcune abitazioni. Tre sono le chiese di grande valore architettonico. Nel punto più alto c’è la parrocchiale di san Martino, in stile gotico, risale agli inizi del XVII secolo, composta da navata centrale e una serie di cappelle laterali. All’interno spicca un’antica statua di Maria. Il patrono è celebrato a metà novembre. Più antica ed elegante è la chiesa di san Leonardo, ex parrocchiale, notevole esempio di architettura tardo-gotica. Ha una facciata a capanna con campanile a vela e abside contraffortata. All’interno ammirerai le originali volte gotiche a crociera. All’entrata del paese sorge la chiesa di santa Croce, restaurata e usata per mostre ed eventi culturali, nei dintorni Santa Maria della Natività, nota come Senora de Runaghes, celebrata a fine agosto. Altro appuntamento da non perdere è la sagra de sos ciciones e de sa mendula bellinda, ossia degli gnocchetti, pasta preparata a mano dalle donne di Bessude.

Il territorio del borgo è abitato fin dalla preistoria. Al Neolitico risalgono le domus de Janas di s’Ena de Cannuia, al confine con Thiesi e Ittiri, con interessanti graffiti e decorazioni in ocra. Vicino all’abitato sono venuti alla luce resti di nuraghi, tra cui spicca il nuraghe san Teodoro. Accanto sono stati rinvenuti reperti che attestano la frequentazione dell’area anche in età romana e medioevale.