Vicino alla fermata del Trenino Verde di Cignoni e Nieddu, il corso tortuoso del rio Sarcidano, prima di andare ad alimentare le acque del lago San Sebastiano (o is Barroccus), compie il suo salto maggiore, di venti metri, generando uno spettacolo della natura, la cascata di su Craddaxioleddu. È il fiore all’occhiello di un luogo magico, specie in primavera, il parco di Funtana is Arinus immerso nelle colline del territorio storico del Sarcidano, a pochi chilometri dal centro abitato di Nurallao, tra boschi di querce, lecci e rigogliosa macchia mediterranea. In mezzo alla fitta vegetazione risuona lo scrosciare di corsi d’acqua, una ‘via dell’acqua’ generata da una miriade di sorgenti. Il paesaggio, vario nelle sue tonalità di verde, è luogo ideale per piacevoli passeggiate ed emozionanti escursioni, tra quiete e silenzio, angoli inconsueti e inaspettati. Potrai avventurarti nel bosco, seguendo un sentiero segnato ai bordi da ciclamini e altri fiori selvatici, per arrivare ad ammirare la cascata maggiore, altre affascinanti cascatelle e ‘giochi’ d’acqua, che si integrano nella bellezza del bosco. La luce solare filtrata dal bosco, il suono rilassante dello scroscio dei torrenti, il canto degli uccelli e il profumo intenso delle essenze arboree accompagneranno la tua escursione.

All’escursione naturalistica si somma la scoperta archeologica. Nel cammino incontrerai il nuraghe Nieddiu, accanto al quale sorge un tempio a pozzo e una delle sepolture megalitiche più grandi del Mediterraneo: la tomba di Giganti di Aiodda. Il Sarcidano è una fertile e verdeggiante regione collinare contraddistinta da paesaggi di grande varietà. I dolci rilievi proteggono Nurallao, piccolo borgo, perfetto mix di storia e natura. In epoca romana l’area, insieme alla Trexenta, era un’importante risorsa per approvvigionare di grano e frumento. Sono visibili le tracce di fortificazioni prima puniche poi romane. Vedrai le testimonianze maggiori della Nurallao ‘romana’ a sa Bidda Becia e alle terme di Cannedu. La zona custodisce anche siti storici più recenti, come i giacimenti di argille refrattarie e caolino vicino all’abitato, scenari nella prima metà del XX secolo dell’attività estrattiva delle cave di Niachili, cui erano associate le fornaci di Funtan’e Susu. Il paese è meta a settembre in occasione della fiera regionale della musica. Da non perdere è anche la chiesa della Madonna della strada, tappa finale del pellegrinaggio della festa dell’autista.