È un’equilibrata sovrapposizione di forme architettoniche, nonché mirabile esempio di come l’arte sacra anche nell’Isola si sia adattata ai dettami della Controriforma. Nella parrocchiale di santa Barbara, che si erge nella parte ‘a monte’, storica, di Villacidro, l’elemento di matrice ‘moderna’ europea si evidenzia nella scelta di impianto ad aula unica, coperture a botte, ordini evoluti e proporzionati e temi decorativi classici. Distinguerai varie fasi costruttive: la chiesa è stata modificata gradatamente creando stratificazioni stilistiche. Le prime certezze su di essa risalgono al XIII secolo (forse in stile romanico). Dopo la distruzione della villa medioevale a inizio 1400, durante la guerra tra aragonesi e giudicato d’Arborea, fu ristrutturata nel XVI secolo in stile gotico-aragonese a tre navate, senza transetto, con cappelle laterali voltate a crociera e tetto di legno sorretto da architravi. Dell’originario impianto cinquecentesco rimane la fastosa capilla mayor (presbiterio) con volta stellare costolonata, unico elemento non interessato dalla ristrutturazione commissionata nel 1670 al genovese Domenico Spotorno, lo stesso che intervenne in forme barocche su duomo di Cagliari e basilica di san Pietro di Ales. Il tempio, evoluto in forme tardo-manieriste e barocche, continuò a essere arricchito con accenti neoclassici nei secoli successivi. La facciata ha una superficie piana conclusa da un coronamento ‘a cappello di carabiniere’. Nel 1992 è stato aggiunto un portale bronzeo con raffigurazioni di Madonna, santi e alcuni luoghi simbolo cidresi, come la cascata sa Spendula. A fianco, un campanile a canna quadra, eretto nel 1639 e 1659 e ‘rivisitata’ un secolo dopo: è costituito da tre ordini sormontati da un tamburo ottagonale concluso da un cupolino rivestito in maiolica. L’interno è a pianta longitudinale, con navata unica voltata a botte e tre cappelle intercomunicanti per lato, coperte da cupole semisferiche. Altare maggiore ‘barocco’ in marmi policromi e balaustra sono capolavori settecenteschi di Giovanni Battista e Domenico Spazzi. Di gran valore è il paliotto adornato da un fine bassorilievo, raffigurante i santi Barbara, Pietro e Sisinnio. Dietro l’altare si trova un coro ligneo settecentesco. Risalgono al XVIII secolo anche pulpito, fonte battesimale e organo. Gli arredi marmorei delle cappelle sono in gran parte neoclassici. Tra i dipinti spiccano una tavola lignea seicentesca.

Santa Barbara spicca nel borgo antico di Villacidro, fatto di case in pietra. La cittadina si distende fra rigogliosi oliveti e frutteti ai piedi del parco del monte Linas, irrorato da corsi d’acqua e ricoperto di boschi, habitat di specie rare.