Una delle eredità più significative e integre che la civiltà nuragica ci ha lasciato. Su Tempiesu è un tempio a pozzo dedicato al culto delle acque, edificato in opera isodoma con conci di trachite e basalto perfettamente lavorati. Risale all’età del Bronzo recente (XIII secolo a.C.) ed è stato frequentato sino a inizio età del Ferro (IX a.C.). Il sito, scoperto nel 1953, è addossato a una parete rocciosa, dove sgorga l’acqua sorgiva che alimenta la fonte sacra, in località sa Costa ‘e sa binza, a sei chilometri da Orune, il cui territorio si distingue per concentrazione di pozzi templari nuragici: potrai visitare anche quelli di Lorana e su Lidone.

Su Tempiesu è l’unica testimonianza originale che ci rimane di struttura in elevato e coperta di un pozzo sacro. Il tempio è alto circa sette metri, formato da vestibolo, scala e cella che protegge la vena sorgiva. Il vestibolo è quadrangolare con pavimento in leggera pendenza e pareti aggettanti, realizzate con lastre che formano uno stretto arco acuto. Alla base delle pareti laterali ci sono due banconi-sedile, mentre stipetti per le offerte sono collocati nella muratura. La parete di fondo immette in una scala strombata verso l’esterno (come quella del santuario di santa Cristina): quattro gradini ti condurranno alla piccola camera a tholos (a falsa cupola) con pavimento lastricato e fossa di decantazione al centro. Eccezionale è la copertura, costituita da un tetto a duplice spiovente con doppia gronda scolpita. Il tetto culmina in un timpano triangolare. Sopra poggiava un acroterio (concio troncopiramidale) che sosteneva venti spade votive in bronzo decorate e infisse in fori. Oltre a esse, nel pozzetto sono stati rinvenuti numerosi ex voto bronzei: pugnali, spilloni, pendagli, bracciali, anelli, vaghi di collana, aghi e, soprattutto, statuine di offerenti, guerrieri, personaggi con mantello e bastone di comando. Altre offerte erano conservate in ripostigli ricavati da rientranze della roccia.

Nei periodi di piena l’acqua traboccante scorre in una canaletta scavata sul pavimento del vestibolo e viene convogliata in una seconda piccola fonte, riproduzione in scala minore della principale. Il pozzetto è costruito alla base di un recinto esterno curvilineo e dotato di canaletta con gocciolatoio finemente lavorato. Sopra c’è un archetto, mentre sul fondo una fossetta consente la decantazione.

Il vasto territorio di Orune è particolarmente ricco di vestigia archeologiche. Fu abitato sin dal Neolitico, come dimostrano i dolmen di Istithi vicini alla tomba di Giganti omonima, e i menhir e sas Predas’ Ittas. Contemporanei a su Tempiesu e altre fonti sacre sono una decina di nuraghi e, soprattutto, il villaggio di Sant'Efis.