Crocevia di traffici marittimi e commerciali, da sempre Cagliari è stata teatro di scontri per la supremazia nel Mediterraneo. A difendere la città dalle invasioni si ergevano bastioni imponenti, mura impenetrabili e torri inespugnabili, che hanno attraversato i secoli. I pisani avviarono la costruzione della ‘linea Maginot’ del colle di Castello, al tempo centro del potere, e lo stesso fecero sul colle del castello di san Michele. Catalani, aragonesi e sabaudi completarono l’opera, modificando le difese a seconda delle evoluzioni tecniche: dai bastioni a strapiombo pisani a quelli leggermente obliqui degli spagnoli, sino alle strutture complesse piemontesi. Oggi vedrai rilevanti tracce del sistema difensivo che cingeva Castello e dominava gli altri tre quartieri storici di Villanova, Stampace e Marina. Le fortificazioni, testimoni della millenaria e travagliata storia della Sardegna, regalano suggestivi scorci: da eleganti terrazze potrai sorseggiare un aperitivo e contemplare spettacolari panorami su città e golfo degli Angeli.

Parte della cinta muraria fu demolita dopo che Cagliari cessò di essere una roccaforte (fine XIX secolo). Di molte porte rimangono solo i nomi, mentre delle quattro torri rimaste in piedi la più antica, eretta dai pisani nel 1293, è la torre dello Sperone (o degli Alberti). Poco più recente è la torre dell’Aquila (in origine del Leone), ‘oltraggiata’ nel XVIII secolo dai bombardamenti dell’ammiraglio inglese Lake e delle flotte spagnola e francese. Durante la ricostruzione fu incorporata a palazzo Boyl. Passando per altre torri scomparse, le opere difensive pisane giungevano alla torre di san Pancrazio, edificata nel 1305. Accanto sorge porta Cristina, accesso al Castello. Due anni dopo fu eretta la torre dell’Elefante, detta così per la statua del pachiderma, posto su un peduccio nella parte rivolta verso il mare. Non temere ad attraversare il suo portale, le pesanti saracinesche restano sempre sollevate, è ormai un ricordo la prepotenza del dominatore di turno che al tramonto chiudeva il cancello e puniva con la morte i sardi che si erano attardati all’interno. Le due torri ‘gemelle’ sono opera di Giovanni Capula, costruite con conci squadrati su vestigia più antiche e suddivise in livelli da ripiani in legno. Nel XVI secolo rischiarono l’abbattimento, la cittadinanza si oppose e oggi svettano in tutta la loro magnificenza.

Durante il viceregno di Dusay (1491-1508), di fronte alla basilica di santa Croce, fu eretto un baluardo, il bastione di santa Croce, oggi luogo di romantiche serate. Nel XVI secolo a cortine e torri si sostituirono pareti a scarpa e mura bastionate. Più in basso rispetto a Santa Croce, furono innalzati bastioni che arrivavano fino al baluardo dello Sperone. Dallo spianamento di quest’ultimo e del baluardo della Zecca sorse a inizio XX secolo il maestoso bastione di Saint Remy, scenografica porta d’accesso tra Villanova e Castello, affacciata sulle vie ‘storiche’ dello shopping. Le rampe del suo scalone si snodano fino alla terrazza Umberto I: da lassù Cagliari è ancora più bella! Verso nord, a difesa dell’attuale belvedere di Buon Cammino, fu creato un fronte carenato con mura verticali. Qui, fra 1552 e 1571, il nuovo assetto difensivo fu progettato dall’architetto cremonese Capellino: a lui si deve la celebre ‘tenaglia’, che rafforzò le difese di san Pancrazio. Le sue opere furono completate da Jacopo Fratino,cui si deve l’attuale aspetto del baluardo pentagonale di Santa Croce.

Pisani prima e spagnoli poi intervennero anche sugli quartieri storici. Nel 1638 le difese pisane di Villanova furono rinforzate da una muraglia che dalla torre di san Pancrazio giungeva fino all’odierno bastione di Saint Remy. Mentre dalla torre dell’Elefante la cinta muraria scendeva sino al quartiere Lapola (oggi Marina), nei pressi dell’odierna piazza Yenne. Al centro della Marina stava la porta del molo, ovvero l’ingresso al porto, che già nel 1535 era protetto dai bastioni di Levante e di sant’Agostino. L’ultimo intervento spagnolo riguardò proprio il molo e il fortino di san Giacomo, poi arrivarono le significative modifiche dei Savoia. L’architetto de Vincenti, su ordine di Amedeo II, diede corpo a un imponente progetto di ristrutturazione con nuove muraglie, altri due bastioni e il riassetto di san Pancrazio, dove furono rimossi fossato e ponte levatoio e nel 1727 sorse l’arsenale regio, oggi sede della Cittadella dei musei.