Due grandi menti sarde del Novecento, legate da un edificio-capolavoro, luogo d’arte e identità, sapere e saper fare: le forme ispirate al Neoliberty dell’architetto cagliaritano Ubaldo Badas e le decorazioni dell’artista sassarese Eugenio Tavolara hanno realizzato una delle migliori espressioni sarde di architettura moderna, immerso nei giardini pubblici di Sassari. Inaugurato nel 1956 e intitolato a Tavolara, il padiglione è stato sede dell’Istituto sardo organizzazione lavoro artigianale (ISOLA), che diffuse l’immagine di una terra creativa e genuina. Ospitò le prime mostre di manufatti curate dall’artista, che lo resero famoso in tutto il mondo. Oggi, ristrutturato, è destinato ad accogliere il museo di artigianato e design, con la maggior collezione ‘pubblica’ di opere di Tavolara e quella ISOLA acquisita in sei decenni: ceramiche, cestini, gioielli, tessuti e altre produzioni.

L’edificio si sviluppa su due piani per un totale di tremila metri quadri, realizzato con combinazione di materiali usati in modo creativo: accostamenti cromatici, tessere colorate, ringhiere decorate. La veste attuale, dopo gli interventi di riqualificazione conclusi nel 2013, ti affascinerà per l’idea, concepita da Badas, di continuità fra interno ed esterno. Soffermati sui volumi esterni, movimentati e articolati, e sulle aperture che ‘si rincorrono’ per racchiudere gli ampi spazi espositivi. Una scala con rilievi della Cavalcata sarda di Tavolara conduce allo spazio unico del piano superiore. Anche il resto degli interni è ornato dalla sapiente mano del designer.

Il nucleo centrale è il cortile, dove si affacciano luminose vetrate delle sale espositive, sostenute da leggeri pilastri. Una lunga parete esterna accompagna un ‘percorso d’acqua’ nella vasca: al centro una fontana impreziosita da rilievi in ceramica colorata, opera di Giuseppe Silecchia. Sopra l’acqua in origine era sospesa la scala esterna, dando l’effetto di ‘leggerezza’. Gli ultimi ritocchi hanno riguardato sale mostre, laboratori, terrazza con punto ristoro, tunnel della rampa di accesso, salone delle Botteghe e un controsoffitto di legno rosso disseminato di luci che richiama un cielo stellato.

A Sassari potrai passare da arte e artigianato sardi a un concentrato di storia e archeologia, visitando il Museo Sanna. Nel centro storico non perderti anche piazza d’Italia e i suoi edifici religiosi più significativi: la cattedrale di san Nicola di Bari e le chiese di santa Maria di Betlem e di sant’Apollinare. In periferia troverai un altro simbolo sassarese, la Fontana di Rosello.