Festa del Redentore: spiritualità e folklore

Sagra del Redentore - Coro di Nuoro

Festa del Redentore: spiritualità e folklore

È il festival delle tradizioni popolari della Sardegna, una combinazione profonda ed equilibrata di devozione e tradizione laica, spiritualità e senso di appartenenza. Per Nuoro, e tutta l’Isola, la più grande festa estiva
una tradizione dalla doppia anima

In Barbagia, terra di suggestiva bellezza, un tempo impenetrabile, oggi patria di ospitalità autentica, ogni anno, a fine agosto, decine di migliaia di persone sono coinvolte in un evento simbolo dell’Isola: la Sagra del Redentore di Nuoro. Nata come omaggio alla statua che dal 1901 sovrasta la città dal monte Ortobene, la festa ha assunto nel tempo anche (e sempre più) connotati folkloristici. Oggi la sua anima è doppia: due distinti momenti, uno dedicato alle celebrazioni religiose, l’altro alla spettacolare sfilata di gruppi in abiti tradizionali provenienti da tutta l’Isola. La sagra è simbolo dei molteplici volti della Barbagia, terra che conserva intatti luoghi e tradizioni millenarie e ancora oggi ama raccontarsi, così come hanno fatto di lei grandi scrittori e letterati.

Cattedrale Santa Maria della Neve - Nuoro
Statua del Redentore, monte Ortobene - Nuoro
Monte Ortobene - Nuoro
la consacrazione della statua del Redentore risale al 1901

In vetta sono rievocate posa e benedizione della statua e consacrazione del monte. L’omaggio alla statua ha origine con il giubileo del 1900, in occasione del quale papa Leone XIII volle che sopra 19 vette italiane venissero poste altrettante immagini di Gesù Redentore. La maestosa statua, alta sette metri e del peso di 18 quintali, opera interamente in bronzo dello scultore Vincenzo Ierace, è stata issata sulla cima del monte il 29 agosto dell’anno dopo, anche grazie a fede e generosità dei sardi che, quotandosi, raccolsero i fondi per la costruzione del simulacro. Alla campagna di sensibilizzazione parteciparono illustri personaggi, tra cui la stessa premio Nobel Deledda. Anche per questo motivo la festa è radicata nella cultura della Sardegna centrale.

Sfilata del Redentore - Nuoro
Redentore, coro a tenores
Donne in abito tradizionale - Orgosolo
eleganti abiti, maschere arcaiche, gioielli splendenti e musica tradizionale

In un’inimitabile connubio, alla festa religiosa è associato, qualche giorno prima, il festival regionale delle tradizioni popolari, un tripudio di musica, colori, eleganza e scintillanti gioielli, che entusiasma, ogni anno, migliaia di visitatori da tutto il mondo. Tremila figuranti in abiti tradizionali, duecento cavalieri e antiche maschere carnevalesche (da Mamuthones e Issohadores di Mamoiada a Boes e Merdules di Ottana) ai sfilano per quattro ore di intenso spettacolo. Con la Festa di sant’Efisio di Cagliari e la Cavalcata sarda di Sassari forma un trittico di tradizioni autentiche dell’Isola. La ‘classica’ vestizione degli abiti tradizionali e delle maschere dell’antico carnevale è l’anteprima, la maestosa sfilata in corteo è il clou. Gli abiti, indossati dai gruppi di ballo, propongono coreografie, volteggiano con eleganza mostrando lo splendore delle fogge, mentre in piazze e vie risuonano i suoni di launeddas e fisarmoniche e la melodia dei canti a tenore.

Approfondimenti 117a Festa del Redentore

Dettaglio abito tradizionale di Ittiri
Mamuthones e issohadores - Maschere di Mamoiada
Abito tradizionale femminile di Dorgali

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