A darle il nome è la possente e alta torre di Piscinnì, raggiungibile da un sentiero e costruita verosimilmente tra XVI e XVII secolo dagli spagnoli, che si erge su un promontorio a dominare il panorama selvaggio e suggestivo di spiaggia e vegetazione mediterranea intorno. La spiaggia, pur facendo parte del Comune di Domus de Maria, è incastonata tra il paradiso terrestre di Tuerredda e le stupende cale di Capo Malfatano, due dei gioielli più splendenti e celebri di Teulada, in un tratto di costa definito a rias per la rapida evoluzione da un paesaggio all’altro, da sabbia fine e chiarissima ad alte scogliere d’argilla e granito. In pratica, rappresenta l’‘altro mare’ di Domus, famosa per le innumerevoli e incantevoli spiagge di Chia, da cui Piscinnì dista 16 chilometri di scenografica strada panoramica della Costa del Sud, spesso teatro di spot pubblicitari di case automobilistiche e che la storica rivista ‘Quattroruote’ pone al quarto posto tra le strade più belle d’Italia. Dal paese, invece, la separano dieci chilometri.

L’ampio arenile è di sabbia bianca e morbida che si immerge in meravigliose acque cristalline che assumono tonalità tra verde e turchese. Il fondale sabbioso con qualche scoglio digrada dolcemente verso il largo. Il mare è costantemente sferzato dal vento, meta ambita per di surfisti e praticanti di kitesurf e pure molto apprezzato da appassionati di pesca e immersioni subacquee. Oltre a quello che sale sino alla torre - fortemente voluta dal mercante Pietro Porta e realizzata con pietre calcaree e rocce granitiche - troverai altri sentieri da fare a piedi che conducono a due bellissime e isolate calette minori, dette Porto e Torre Piscinnì, che completano l’incantevole baia. Alle spalle del litorale vedrai il grande stagno di Piscinnì, che si ritrae d’estate, ricco di varietà vegetali, divenuto sito di interesse comunitario. Essendo un territorio dedito all’allevamento, è frequente, specie in bassa stagione, fare incontri con mucche o caprette al pascolo, che si ‘rilassano’ tra stagno e spiaggia.

Bellezza naturale, ricchezza ambientale e anche storia. In epoca, prima punica, poi romana, la bassa scogliera che limita a est la spiaggia e il tratto che contorna la caletta della torre furono sedi di intensa attività estrattiva per la produzione di blocchi di arenaria da impiegare nella costruzione di edifici. La costa mostra ancora evidenti tracce dell’epoca: riconoscerai le forme ‘artificiali’ squadrate della roccia e le superfici piane della scogliera, che costituivano rispettivamente fronti di scavo e piani delle cave di duemila e 500 anni fa.

Superati i confini della baia rientrerai nel territorio di Teulada e godrai, a più a nord, di altre due splendide spiagge inserite nel tratto di costa a rias: Campionna, con ghiaia mista a scogli, il cui nome deriva dall’isolotto raggiungibile via mare che le sta di fronte; e sa Canna, che prende nome dalla pescosità dei suoi fondali fatti di scogli di varia dimensione.