Fra menhir e antiche miniereLa presenza dell'uomo in Sardegna è attestata fin da 450.000 anni fa, ma è il Neolitico antico il momento in cui le testimonianze di vita umana si moltiplicano in luoghi molto distanti tra loro, spesso uniti dal fil rouge dell'accesso a risorse alimentari molteplici (selvaggina, pescato, prodotti spontanei della terra).
L'oro nero della SardegnaTappe: Ales,
Morgongiori,
PauL’ossidiana è un minerale simile al vetro, frutto del rapido raffreddamento delle lave composte di silicati. La particolare capacità tagliente ed il suo aspetto lucente e spesso di colore molto omogeneo ne fece uno dei materiali più apprezzati dall’uomo per la costruzione dei propri utensili e monili.
Case delle fate o ultima dimora degli uominiTappe: Alghero,
Bonorva,
Oniferi"Domus de janas", "case delle fate", è il nome con cui in Sardegna la tradizione popolare designa le migliaia di sepolture scavate nella roccia dal Neolitico Recente all'Eneolitico. Non erano l'abitazione delle dispettose fate della mitologia sarda, ma l'ultima dimora di uomini che avevano riunito tutta l'isola sotto il segno di una cultura unitaria, la cultura di Ozieri.
Pietre fitte tra terra e cieloTappe: Goni,
Laconi,
Villa Sant'AntonioI menhir, in sardo "perdas fittas", costituivano per l’uomo preistorico il tramite con la madre terra, nella quale i monoliti erano inseriti e con cui dunque venivano a trovarsi in stretto collegamento. Simboleggiano in genere il principio divino maschile e si ergono talvolta per diversi metri di altezza.