Alla ricerca dell'architettura ciclopicaLa civiltà nuragica è quella che ancor oggi maggiormente segna il paesaggio sardo, con migliaia di monumenti: nuraghi (tra gli 8.000 e i 10.000), templi a pozzo e a megaron, fonti sacre, tombe di giganti. Tra l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro la civiltà nuragica dispiegò il suo enorme potenziale diffondendosi in tutta l’isola con migliaia di costruzioni ciclopiche tuttora conservate.
Dove la luna si riflette sulle sacre acqueTappe: Paulilatino,
Sardara,
SerriI templi a pozzo, insieme alle fonti sacre e ai templi a "megaron", sono i luoghi deputati, nell'ambito della civiltà nuragica, ad ospitare le espressioni del senso religioso e le attività appartenenti alla sfera del sacro. I templi a pozzo presentano una camera con struttura a tholos, che però è, a differenza dei nuraghi, ipogea. Essi erano destinati al culto delle acque.
Le tombe di giganti tra leggenda e realtàTappe: Fonni,
Lanusei,
Villagrande StrisailiTomba di giganti è il nome attribuito in Sardegna dalla tradizione popolare alle sepolture collettive della civiltà nuragica, interpretate come sepolcri di persone di dimensioni colossali, che secondo la leggenda avrebbero abitato la Sardegna in un mitico tempo passato. Nella ricerca archeologica con questo nome si continuano a designare le tombe nuragiche.
Le regge della preistoria sardaTappe: Barumini,
Orroli,
VillanovaforruCol termine di reggia nell’ambito archeologico sardo è stato definito per la prima volta il complesso del nuraghe di Barumini. Il termine "reggia nuragica" esprime bene l'imponenza della costruzione di questo e di numerosi altri nuraghi, con le sue murature di massi ciclopici conservate per decine di metri e la complessità della pianta.