La civiltà nuragica si sviluppò tanto nell’entroterra quanto sulle coste. Le eredità archeologiche di Dorgali sono testimoni della notevole frequentazione e della vivacità culturale sui litorali sardi durante la protostoria. Il simbolo è il complesso del nuraghe Mannu, inerpicato in cima a un promontorio, 200 metri a picco sul mare, la cui vertiginosa parete basaltica scende sino alla codula di Fuili, a poca distanza da grotte del Bue Marino e Cala Luna. La posizione dominante e scenografica era strategica, lo sguardo si allarga su tutto il golfo di Orosei. Un sentiero da Cala Fuili conduce su nei pressi dell’area archeologica, forse era stato tracciato dalle genti nuragiche per raggiungere un approdo vicino. Arrivando in auto, la deviazione per il Mannu è al quarto chilometro della strada per il borgo di Cala Gonone. Dal bivio il nuraghe dista due chilometri, gli ultimi 800 metri da percorrere a piedi.

L’area del Mannu è costituita da un nuraghe monotorre al centro di un insediamento prima nuragico, poi romano, esteso oltre due ettari. La torre a tholos (falsa cupola) è costruita con filari irregolari di grandi massi di vulcanite e basalto. L’altezza attuale è di quasi cinque metri, il diametro alla base di tredici. L’ingresso architravato immette in un corridoio coperto a piattabanda, che conduce prima a un vano scala – della quale rimangono dodici gradini -, poi a una camera quasi interamente ostruita dal crollo. Nella cinta muraria esterna noterai quattro nicchie, verosimilmente postazioni di guardia, con funzione di avvistamento e di difesa delle decine di capanne attorno al nuraghe. È probabile che il nome mannu (grande) sia da attribuire all’esteso insediamento abitativo più che al monumento. Le capanne vicine alla torre sono tonde, costruite con pietre non levigate; man mano che ci si allontana, diventano rettangolari. Sul ciglio del burrone, il villaggio è protetto da un muro che si integra con la roccia. A circa cento metri dal complesso sorge un altro insediamento, uno dei maggiori della Sardegna nuragica, su Nuragheddu, con più di 200 capanne di varie forme e dimensioni, non ancora scavate.

Nelle fasi terminali dell’età nuragica, l’area fu frequentata da fenici, punici e poi dai cives dell’antica Roma di età repubblicana e imperiale. La coesistenza di culture è evidente: il Mannu è il contesto ideale per studiare l’evoluzione finale della civiltà nuragica e la romanizzazione delle Barbagie. Alle capanne nuragiche si sono sovrapposte le strutture romane, sia di uso civile che magazzini con silos, macine e giare. Ogni edificio è composto da due ambienti comunicanti, i muri sono in conci riusati o semilavorati, i tetti erano di tegole e coppi sorretti da una travatura lignea.

Il primo esploratore dell’area fu Antonio Taramelli (1927). Dal 1994 a oggi, da una lunga serie di scavi è emersa una notevole quantità di frammenti ceramici e litici d’uso quotidiano - vasi, tegami, tazze, fusaiole, pesi da telaio, pestelli, macine -, che vanno dall’età del Bronzo medio sino all’età del Ferro (XVI-IX secolo a.C.). È stata trovata anche una stele che presuppone nelle vicinanze l’esistenza di una tomba di Giganti. Frammenti di laterizi e ceramiche documentano l’epoca romana, mentre anfore del basso impero, sigillate africane con simboli cristiani e tegole del IV-VI secolo attestano la fase tardo-antica e bizantina del sito: una continuità che conferma la sua strategicità lungo le vie commerciali costiere. Una selezione di reperti, dalla protostoria all’alto Medioevo, è esposta nel museo archeologico di Dorgali.

Mannu e Nuragheddu sono due degli innumerevoli siti preistorici del territorio dorgalese. La necropoli Conca ‘e Janas è una delle eredità più antiche, altre domus de Janas sono Pirischè e di Isportana. Poco più recente è il dolmen di Motorra, uno dei più noti nell’Isola. Tra i nuraghi complessi spiccano il Purgatoriu e l'Oveni, a 500 metri dal villaggio-santuario Serra Orrios, che con cento capanne, sala delle riunioni e due templi a megaron, è uno dei principali insediamenti nuragici. Funzione di vedetta aveva anche del monotorre Gulunie, a ridosso della cala di Osalla. Altri villaggi nuragici sono le 130 capanne del nuraghe Arvu e il più celebre di tutti, quello del monte Tiscali. La tomba di Giganti per eccellenza è s’Ena ‘e Thomes, risalente al Bronzo antico.