Sant’Efisio non si ferma

statua di sant'Efisio

Sant’Efisio non si ferma

Da Cagliari a Nora e ritorno in giornata, la festa corale è nel cuore della sua gente e in diretta tv e streaming
per la Sardegna è un giorno di profonda devozione

Primo maggio, dopo la vestizione 'a porte chiuse' il simulacro di sant’Efisio uscirà dalla chiesetta di Stampace e raggiungerà il santuario del suo martirio nella spiaggia di Nora. Ad attenderlo poche persone che assisteranno ai riti religiosi. È la 365esima volta che sant’Efisio parte dalla sua chiesa per sciogliere il voto di protezione per Cagliari e la Sardegna, è la seconda volta che accade nel corso della pandemia. Come l’anno scorso e come sotto i bombardamenti del 1943, lo farà in solitudine senza l’accompagnamento festoso della sua gente: nessun cammino a piedi dietro il cocchio del santo, niente soste a su Loi, Villa d’Orri, Sarroch e Pula, da solo tornerà in giornata nella sua chiesetta, dove il voto sarà sciolto nel rispetto della promessa solenne di celebrarlo in ogni primavera, fatta l’11 luglio 1656 dalla municipalità del capoluogo al suo martire protettore per averla salvata dalla peste. La grande festa è solo rimandata, nel 2022 rivedremo il corteo che accompagna il santo, 3500 persone in abiti tradizionali provenienti da tutta l’Isola che sfilano al ritmo delle launeddas, cavalieri e carri a buoi allestiti a festa, tappeti di petali lungo le strade e il suono degli antichi e struggenti canti sacri, is goccius. E sarà di nuovo la Festa di sant’Efisio.

Sa ramadura, sant'Efisio - Cagliari
sa ramadura a palazzo civico Cagliari
la vicenda leggendaria di Sant’Efisi gloriosu

Originario dell’Asia Minore ed educato dalla madre ai culti orientali, Efisio si arruolò nell’esercito imperiale, di cui divenne ufficiale, combattendo contro i cristiani. Secondo la tradizione, trasferitosi in Italia, si convertì dopo la visione di una croce splendente nel cielo e sentendo la voce di Cristo che lo rimproverava per la sua missione sanguinaria. Si fece battezzare e si trasferì in Sardegna a predicare. Mentre i suoi soldati combattevano i barbari, lui divenne difensore del cristianesimo. Da Cagliari scrisse una lettera a Diocleziano invitando lui stesso a convertirsi alla fede cristiana. L’imperatore, sbigottito, ne comandò la persecuzione. Fu imprigionato e crudelmente torturato. In maniera stupefacente, però, le sue ferite si rimarginavano spontaneamente. La notizia corse tra la popolazione, provocando una conversione di massa al cristianesimo. Prima di essere martirizzato il 15 gennaio 303 promise di proteggere per sempre Cagliari e invocò la protezione divina sul popolo sardo, che ricambia organizzando in suo onore la più importante festa del suo calendario. I cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrarlo e da allora la sacra promessa è stata onorata ogni primavera, dal primo al 4 maggio, con solenne devozione.

Processione di sant'Efisio a Nora
Il cocchio di sant'Efisio a Palazzo Civico

Protagonisti in quest'articolo

Attrazioni e località citate