Monumenti aperti, la Sardegna svela la sua autenticità

Alghero, veduta

Monumenti aperti, la Sardegna svela la sua autenticità

Un itinerario nella storia dell’Isola alla scoperta di luoghi, in alcuni casi poco noti o inaccessibili nel resto dell’anno: edifici-simbolo che vanno dall’antichità sino ai giorni nostri
un patrimonio culturale e storico inestimabile

Memoria, autenticità e senso di comunità: è la più grande festa di promozione dei beni culturali della Sardegna. La ventunesima edizione di Monumenti Aperti, nell’arco di cinque fine settimana, mette in mostra il patrimonio architettonico, storico e naturale dell’Isola: 750 luoghi di cultura, tra siti museali e archeologici, chiese ed edifici storici, capolavori della natura e parchi di quasi 60 Comuni sardi. Dieci di essi aderiscono per la prima volta alla manifestazione. Ogni comunità si racconta attraverso itinerari letterari, percorsi nell’architettura urbana, segnata da secoli di avvicendamenti di potere, e viaggi nel passato più lontano, tra i resti di antiche civiltà. La tua visita sarà accompagnata dalla ‘narrazione’ affidata a volontari, in gran parte studenti.

Cagliari, Castello al tramonto
Miniera Montevecchio - Guspini
miniere laveria
750 monumenti simbolo delle vicende millenarie della Sardegna

Luoghi famosi e altri meno. Il deja vu è un motivo in più per ripetere l’affascinante esperienza di visita a monumenti simbolo della storia isolana. Immancabili sono le torri pisane a Cagliari, così come la riscoperta del colle di Tuvixeddu. A Sassari fanno bella mostra il palazzo storico di piazza d’Italia e i luoghi di cultura, tra cui il museo Sanna. È intramontabile il fascino delle fortificazioni e i bastioni di Alghero per lunghe passeggiate romantiche. Nel Sassarese sono in vetrina anche Ploaghe, Sennori e Usini. Un’atmosfera misteriosa circonda i complessi minerari di Arbus e Guspini, tra cui il villaggio fantasma di Ingurtosu e la miniera di Montevecchio, l’ex miniera Malfidano di Buggerru e il borgo minerario di Nebida (Iglesias) e l’ex miniera, oggi museo, di Serbariu a Carbonia. Nel Sulcis da non perdere anche le bellezze naturalistiche e culturali di Carloforte, Gonnesa, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi e Villamassargia.

Castello dei Malaspina
Santa Maria - Uta
San Nicola di Trullas - Semestene
alla scoperta dell’Isola attraverso lo spirito autentico delle sue comunità

Non mancano le fortezze medioevali: il castello di Serravalle a Bosa e il castello di Sanluri. Nel Medio Campidano e nell’Oristanese le visite faranno tappa a Gonnosfanadiga, Marrubiu, Milis, San Gavino e Serramanna. La Marmilla, terra della Giara e di nuraghi, è rappresentata da Lunamatrona e Siddi. Scendendo nel profondo sud del Campidano risplendono gli edifici storici e le chiese di Serdiana, Sestu e Selargius. A Quartu sant’Elena, da visitare le sedi di attività commerciali storiche e le case campidanesi divenute museo di inizio Novecento. Per la prima volta alla ribalta nella festa del patrimonio culturale, la necropoli a domus de Janas di sant’Andrea Priu di Bonorva, la chiesa romanica di san Nicola di Trullas a Semestene, il più piccolo Comune partecipante, il museo Nivola di Orani e le antiche carceri di Castiadas. Fanno il loro esordio anche il borgo di Bauladu, le secolari tradizioni autentiche di Santadi, Osilo, Thiesi, Uta e Villamar.

Sant'Antioco di Bisarcio - Ozieri
Chiesa di san Pantaleo - Dolianova
Museo Nivola - Orani
edifici storici, chiese antiche, siti archeologici, musei, monumenti naturali...

Tanti edifici di culto ti ammalieranno, dal duomo di Santa Maria a Oristano all’ex cattedrale di san Pantaleo a Dolianova, da Sant’Antioco di Bisarcio a Ozieri a San Pietro di Settimo, dalla basilica di Sant’Antioco nella cittadina sulcitana a quella di san Simplicio a Olbia, cui si abbina il museo archeologico. Restando in tema, le testimonianze archeologiche sono infinite: dalle vestigia fenicio-puniche del colle Olladiri di Monastir al tempio a pozzo di sant’Anastasia e alle terme romane di Sardara, dai ruderi di Gurulis Vetus a Padria ai nuraghi di Villanovafranca e Villanovaforru. L’antica città di Nora a Pula. Monumenti Aperti è anche ambiente: prodigi di pietra come le Rocce Rosse di Arbatax a Tortolì e s’Archittu di Santa Caterina di Pittinurri (Cuglieri), suggestive cascate come su Stampu e su Turrunu, tra Sadali e Seui, e sa Spendula a Villacidro, e aree protette: il suggestivo parco dell’Asinara (Porto Torres) e la splendida area marina di Villasimius.

Rocce Rosse - Arbatax
Su Stampu de su Turrunu - Sadali