Monumenti aperti, alla scoperta di tesori architettonici e artistici

Veduta di Alghero

Monumenti aperti, alla scoperta di tesori architettonici e artistici

Dal 21 aprile all’8 giugno un itinerario attraverso l’Isola ti accompagnerà alla scoperta di 800 luoghi di cultura e d’arte, alcuni poco noti o inaccessibili nel resto dell’anno, edifici-simbolo che vanno dall’antichità a oggi
un patrimonio culturale e storico inestimabile

Magnificenza, memoria, autenticità e senso di comunità: è la più grande ‘mobilitazione’ popolare di tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali della Sardegna. La ventiduesima edizione di Monumenti Aperti, candidata all’‘Europa Nostra awards 2018’, premio dell’Unione europea per il patrimonio culturale, nell’arco di sette fine settimana, mette in mostra il patrimonio architettonico, storico e naturalistico dell’Isola: 800 luoghi di cultura, tra siti museali e archeologici, chiese ed edifici storici, monumenti naturali e parchi di 59 Comuni sardi, sette dei quali aderiscono per la prima volta alla manifestazione. Ogni comunità si racconta attraverso itinerari letterari, percorsi nell’architettura urbana, segnata da secoli di avvicendamenti di potere, e viaggi nel passato più lontano, tra i resti di antiche civiltà. La tua visita sarà accompagnata dalla ‘narrazione’ di 18 mila volontari, in gran parte studenti di scuole di ogni grado.

Bastione Saint Remy - Cagliari
800 monumenti simbolo delle vicende millenarie della Sardegna

Nell’affascinante esperienza alla scoperta della storia isolana, immancabili sono le torri pisane a Cagliari, così come la riscoperta del colle di Tuvixeddu e tante altre architetture-simbolo. Novità del capoluogo sono la caserma Ederle e il comando militare dell’Esercito. A Sassari fanno bella mostra di sé piazze e palazzi storici, nonché luoghi di cultura come il museo G.A. Sanna. È intramontabile il fascino dei bastioni di Alghero per lunghe passeggiate romantiche. Nel territorio del centro catalano da visitare anche i nuraghi Palmavera e Sant’Imbenia, il parco regionale di Porto Conte e la necropoli di Anghelu Ruju. Tra Sassarese e Logudoro sono in vetrina antiche dimore, monumenti religiosi e nuragici, musei e tradizioni secolari di Cossoine, Osilo, Ploaghe, Thiesi, Torralba e Usini, che propone anche il patrimonio immateriale di canto e danze. Non mancano le fortezze medioevali: il castello di Serravalle a Bosa, il castello di Sanluri, quello di Villasor e le residenze nobiliari, come il palazzo Boyl di Milis. Tra Barigadu, Montiferru e alto Campidano, scoprirai natura e cultura di tre new entry: Bauladu, Tramatza e Seneghe, la città dell’olio per eccellenza.

Chiesa santa Maria Sibiola - Serdiana
alla scoperta dell’Isola attraverso lo spirito autentico delle sue comunità

Un’atmosfera misteriosa circonda i complessi minerari di Arbus e Guspini, tra cui il villaggio fantasma di Ingurtosu e la miniera di Montevecchio, l’ex miniera Malfidano di Buggerru e il borgo minerario di Nebida (Iglesias). Sempre nel Sulcis da non perdere le bellezze naturalistiche e culturali di Santadi, Villamassargia e Sant’Anna Arresi, il cui nome deriva da due chiese dedicate alla santa e dal nuraghe Arresi, nucleo originario del paese. Nel medio e basso Campidano previsti tantissimi weekend di ‘apertura dei monumenti’: bellezze naturali, chiese e beni archeologici di Gonnosfanadiga, Nuraminis, Samatzai, Serramanna, Uras, Villamar e Pabillonis, il paese de is pingiadas (pentole). Nella stessa zona, in vetrina anche i murales di San Gavino. La Marmilla, terra della Giara, di nuraghi e tombe di Giganti, è rappresentata da Lunamatrona. Scendendo nel sud del Campidano risplendono gli edifici storici e i santuari medioevali di Sestu (San Salvatore), Selargius (San Giuliano e San Lussorio), Settimo san Pietro e Monserrato (Sant’Ambrogio), città di grande tradizione vitivinicola, le eredità romane di Ussana, quelle preistoriche di Quartucciu e il paese-museo San Sperate. A Quartu sant’Elena in mostra ex sedi di attività commerciali storiche e novecentesche case-museo campidanesi.

Laveria  La Marmora - Nebida
edifici storici, chiese antiche, siti archeologici, musei, monumenti naturali...

Oltre ai già citati, sono tanti gli edifici di culto storici ‘aperti’ alla visita per l’occasione: la chiesa romanica di san Nicola di Trullas a Semestene, il più piccolo Comune partecipante, la cattedrale di san Pietro apostolo a Terralba, il duomo di Santa Maria a Oristano, l’ex cattedrale di san Pantaleo di Dolianova, Santa Maria di Sibiola a Serdiana, Sant’Antioco di Bisarcio a Ozieri, la basilica di Sant’Antioco nella cittadina sulcitana, la chiesa di santa Maria di Uta e la basilica di san Simplicio a Olbia. Alle ultime due sono abbinati nelle visite, rispettivamente, il museo virtuale s’Inzidu Archeologicu e il museo archeologico olbiese. Restando in tema, le testimonianze archeologiche sono infinite: dalle vestigia fenicio-puniche del colle Olladiri di Monastir al tempio a pozzo di sant’Anastasia e alle terme romane di Sardara, dai ruderi di Gurulis Vetus a Padria ai nuraghi di Villanovafranca e Villanovaforru. Monumenti Aperti è anche ambiente: i prodigi di pietra delle Rocce Rosse di Arbatax a Tortolì e de s’Archittu di Santa Caterina di Pittinurri (Cuglieri), la cascata di sa Spendula a Villacidro, e le aree protette, come il suggestivo parco dell’Asinara (Porto Torres) e la splendida area marina di Capo Carbonara -Villasimius.