Si adagia nel Campidano maggiore, vicino alla sponda destra del Tirso, il fiume più lungo dell’Isola, che attraversa tutto il suo fertile e florido territorio. Zerfaliu è un paese di poco più di mille abitanti dell’alto Oristanese, importante centro di produzione di agrumi, cui dal 1997 è dedicata la sagra degli agrumi tra febbraio e marzo. Oltre ad aranci, mandarini, mandaranci e pompelmi di tutte le qualità, sono esposti prodotti agroalimentari e artigianali, preparati dolci e marmellate a base di agrumi e offerte degustazioni di piatti tipici. L’area destinata alle coltivazioni, ai ‘giardini’ di frutteti, è il lembo di terra che separa il paese dal fiume, su Bennaxi, reso particolarmente fertile dal limo sedimentato nelle inondazioni. Le altre parti del territorio sono Gregori, destinata a coltivazione di cereali e pascoli, e la suggestiva estremità settentrionale, s’Ungroni, una vallata dominata da querce, macchia mediterranea e dal nuraghe ‘e Mesu, il maggiore e meglio conservato del paese, una struttura complessa con due torri minori affiancate al mastio. Attorno al suo recinto vedrai un pozzo nuragico. Notevoli anche i resti dei nuraghi Jana e Cagotti, vicini al paese. Dei nuraghi Crabai, de su Strampu e San Giovanni restano poche tracce. Tombe di Giganti sono state individuate a Bau Craba e Serra Ebbruzzu. La presenza romana è testimoniata dal ritrovamento di un dischetto di bronzo con incisioni del II secolo d.C. e, soprattutto, dalla piccola necropoli di santu Giuanne, con tombe dell’età dell’imperatore Adriano. Vicino ad essa sorge la chiesa di san Giovanni battista, il cui impianto romanico originario è del XIII secolo, forse realizzato con materiale del vicinissimo nuraghe San Giovanni. Totalmente costruita con pietre basaltiche e calcaree, oggi sorge in periferia. Attorno all’antica chiesa pisana, risalente all’XI secolo, di cui rimane un arco a sesto acuto con sovrapposto campanile a vela, sorse il primo nucleo abitato, il cui centro storico è formato da edifici monumentali in basalto e trachite e case in mattoni crudi, rifinite internamente con affreschi murali, pavimenti con mattonelle colorate e magazzini per le provviste e la custodia delle botti di vernaccia. Accanto all’arco pisano si erge la parrocchiale della santissima Trasfigurazione, edificata sotto la dominazione spagnola (XV-XVI secolo) su una precedente chiesa, poi sottoposta a vari restauri sino alla ricostruzione del 1947. Dietro l’altare vedrai una vetrata dedicata a Gesù trasfigurato, patrono del paese, celebrato a inizio agosto. Nella vigilia della festa si compie una lunga processione detta s’Arrassignu. Sentita è la festa in onore di san Giovanni, patrono dei pastori, a fine giugno, cui è associata la sagra della pecora, occasione per degustare pecora bollita e malloreddus. Altri riti coinvolgenti sono la festa di san Pio e s’Incontru a Pasqua.