Attraverso testimonianze rinvenute nei siti di Villacidro e di altri paesi vicini, racconta preistoria e storia antica del Medio Campidano. Il museo civico archeologico Villa Leni espone reperti che vanno dal Neolitico alle età del Rame e del Bronzo, dall’epoca punica a quella epoca romana, fino all’alto Medioevo. L’esposizione, ospitata dal 2003 nell’ex monte granatico, suggestivo edificio risalente al 1761, è corredata da pannelli didattici, due dei quali introducono scenograficamente al paesaggio del territorio villacidrese dal Neolitico al VII sec. d.C. Potrai documentarti, sopportato dalle guide, anche attraverso illustrazione dei ritrovamenti e schema cronologico dettagliato.

Ampio spazio è dedicato ai siti di Villacidro: ammirerai gli strumenti in pietra del villaggio nuragico di Cottega (XII secolo a.C.), un modellino bronzeo di nuraghe quadrilobato (scelto come simbolo del museo), ceramiche puniche, il corredo tombale romano-imperiale dalla necropoli a incinerazione di Ruinas, in cui spicca un bicchiere in vetro di accurata fattura, manufatti ceramici decorati e gioielli bronzei d’età tardo-antica e bizantina. A Villa Citra, primo nucleo abitato da cui (forse) è nata l’attuale cittadina, di età romana restano anche i ruderi di due terme.

Da vari centri vicini (Mogoro, San Gavino, San Nicolò Arcidano e Serramanna) provengono reperti che vanno dalle ceramiche decorate della cultura di Ozieri (3200-2800 a.C.) ai monili bronzei d’età tardo-antica e bizantina. Di particolare interesse sono i lingotti bronzei di tipo ox-hide, associati a lame votive, che arrivano da s’Acqua Cotta, e l’olla che proviene dal nuraghe su Sonatori, entrambi siti di Villasor. Mentre da Vallermosa proviene un modellino litico di nuraghe monotorre rinvenuto a Matzanni.

Villa Leni è la prima tappa alla scoperta di Villacidro, città natale dello scrittore Giuseppe Dessì - vincitore del premio Strega (1972) - cui è dedicato il parco culturale Dessì all’interno dello splendido monte Linas, rilievo ricchissimo di monumenti naturali, dalla foresta di Montimannu alla cascata sa Spendula. Il cittadino cidrese più illustre esalta bellezze naturali e secolari tradizioni agropastorali del ‘paese di montagna’. L’itinerario prosegue col museo d’arte sacra e con quello farmaceutico sa Potecarìa. Tra gli edifici di culto, da non perdere la cinquecentesca parrocchiale di santa Barbara, tra quelli civili, il lavatoio pubblico, inaugurato nel 1893.