Un capolavoro gelosamente custodito dalla natura. Al confine tra i territori di Bonarcado e Santu Lussurgiu, lungo la provinciale 15 che collega i due suggestivi borghi del Montiferru, si nasconde un paesaggio suggestivo, che scoprirai a poco a poco. Inizierai a sentire il placido scroscio dell’acqua dallo spiazzo a lato della strada, punto di partenza del percorso che ti condurrà alla valle e alla cascata di sos Molinos. È una mulattiera in discesa dove ogni tanto affiorano i resti di pavimentazione lastricata in pietra, ai suoi lati lecci, roverelle e ontani, che ti accompagneranno durante il cammino. Insieme agli alberi, vedrai un’inifinità di piante di alloro, così rigogliose che la valle è stata dichiarata zona speciale per la sua conservazione. Oltre al verde della vegetazione mediterranea, ti resterà impressa la varietà di fiori che circonda il laghetto formato dalla cascata ai suoi piedi: ciclamini, margherite e orchidee aggiungono pennellate di colore al magico scenario dell’acqua che precipita con per un totale di 30 metri compiendo vari salti consecutivi. Il ruscello che la genera, infatti, cade da un’altezza di 440 metri, lungo il versante orientale dell’altopiano basaltico del Montiferru, dove le acque hanno scavato per millenni dando origine a una rigogliosa valle. I ‘balzi’ sono cinque, il maggiore – e il più scenografico - è l’ultimo, di 15 metri.

Il nome della località deriva dalla sua funzione in età preindustriale: il ripido corso d’acqua, la sua abbondante portata e i numerosi dislivelli hanno favorito, infatti, in l’uso delle risorsa idrica come motrice di numerosi mulini e gualchiere in pietra che si susseguivano lungo il torrente. Uno di essi è ancora lì, proprio di fianco al salto maggiore del corso d’acqua e arricchisce lo scenario fiabesco. La sua struttura e i materiali coi quali è costruito sono perfettamente armonizzati con la natura circostante.

Santu Lussurgiu, caratteristico centro fatto di pittoreschi scorci e botteghe artigiane, è un vero e proprio ‘tempio delle acque’. Più a nord, una sua borgata in mezzo alla foresta di san Leonardo, le cui origini risalenti al XII secolo sono avvolte nel mistero, è celebre per sette fonti che un tempo qui sgorgavano, dette Siete Fuentes. I documenti attestano alcuni edifici della villa - due monasteri e un ospedale – ma non restano però tracce. La struttura più antica rimasta in piedi è la chiesetta di san Leonardo. Bonarcado, invece, dista quattro chilometri da sos Molinos, ed è famosa per due capolavori di architettura romanica: il santuario e la basilica di Nostra Signora di Bonaccatu, sedi del più antico culto mariano dell'isola.