Custode di affascinanti misteri, è probabilmente uno dei luoghi di culto cristiani più antichi della Sardegna, forse coevo alla basilica di san Saturnino di Cagliari: il suo impianto originario potrebbe risalire al V o addirittura al IV secolo d.C. La chiesa campestre di san Lussorio sorge in località Serriana, periferia di Selargius, cittadina dell’hinterland cagliaritano. Un sito frequentato da sempre, come mostra l’adiacente area archeologica di su Coddu: alla scoperta del santuario potrai abbinare la visita a un villaggio prenuragico e osservare le tracce di numerosi pozzi e fori dove venivano inseriti i pali di sostegno delle capanne di legno.

La datazione del nucleo arcaico della chiesa non è l’unico motivo di incertezza, il magnifico sarcofago custodito all’interno, in passato usato anche come altare, fece pensare che questo fosse il luogo del martirio del santo titolare. La denominazione sa cresia de is santus, ‘la chiesa dei santi’, attestata già nel XVII secolo divide gli esperti: c’è chi ritiene che la chiesa fosse dedicata anche ai martiri bambini Cesello e Camerino, e in tal caso sarebbe l’unico edificio di culto dedicato ai tre santi. Altri, invece, ritengono che il punto nel quale sorge la chiesa fosse un sito dove numerosi convertiti trovarono il martirio.

All’esterno noterai un elegante e ampio arco di poco discosto dalla facciata, unica testimonianza del prodromo fatto aggiungere dall’arcivescovo Francesco de Esquivel. Entrando, osserverai una struttura la cui prima ricostruzione avvenne nel XII secolo, mentre l’ultimo restauro avvenne a seguito di bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un ulteriore mistero è relativo al numero di navate: la planimetria originaria ne prevedeva una, due o tre? Oggi è unica, ma si è ipotizzato che fosse inizialmente trinavata, e che a seguito di crolli avvenuti nel XVII secolo - che coinvolsero la navata di destra e l’abside - sia stata fatta ricostruire dallo stesso arcivescovo de Esquivel con l’assetto attuale. Tuttavia, la navata di destra potrebbe non essere mai esistita, in quel caso la chiesa sarebbe nata a pianta binavata, simile ad altri edifici di culto medioevali isolani.

Il sarcofago di san Lussorio, risalente al IV secolo, è adagiato sul lato sinistro della navata. Secondo il mito, preserva le reliquie del martire, le edicole della sua facciata anteriore, però, mostrano simboli bellici, facendo pensare che appartenesse a un personaggio di rango militare. Forse un venator, colui che nell’antica Roma aveva il compito di catturare e occuparsi delle belve per i giochi all’anfiteatro. Il coperchio è andato perduto, così come misteriosa è la fine di altri numerosi e preziosi arredi che ornavano il santuario, tra cui un pulpito ligneo in origine posizionato a destra dell’altare e un’acquasantiera scolpita nella pietra. Restano le tre statue dei santi Lussorio, Cesello e Camerino, una pala a olio che sovrasta l’altare e una via crucis, opere dell’artista selargino Claudio Pulli.

Terminata la visita, potrai fermarti ad ammirare anche l’ex casa Soro, villa in stile liberty di inizio XX secolo accorpata alla chiesa, dove anticamente sorgeva un monastero vittorino.