È la chiesa ‘più alta’ del Sassarese, unico santuario sardo dedicato alla protettrice dei naviganti a sorgere in altura, svetta circondata da un paesaggio spettacolare. Nostra Signora di Bonaria occupa la sommità di una delle tre cime del monte Tuffudesu, nel territorio di Osilo, distante circa tre chilometri dal centro abitato. L’edificio attuale risale al XVII secolo, anche se le storie riguardanti il santuario raccontano di una prima pietra posata nel 1450, a titolo di ringraziamento verso la Madonna per aver liberato Osilo da un’epidemia di peste. La struttura è realizzata in conci di basalto e in tufo, non riferibile a particolari stili architettonici a parte qualche piccola concessione al barocco.

La chiesa è a navata unica, voltata a botte e divisa in due campate da paraste. Sul fianco destro si apre una finestra rettangolare. Nell’abside, a pianta quadrangolare, noterai una particolarità: i sedili in pietra riservati al coro, posti ai lati dell’altare. Durante le sue prime fasi d’uso il santuario fu frequentato assiduamente, per poi attraversare una fase di totale abbandono. Oggi è protagonista di un rito che si svolge ogni anno a Ferragosto: dalla parrocchiale dell’Immacolata Concezione i fedeli partono in processione trasportando il simulacro della Madonna di Bonaria, per collocarlo nella nicchia dietro l’altare. Lo stesso giorno, in serata, avviene il percorso inverso. La salita verso il colle si svolge nel suo ultimo tratto lungo un sentiero lastricato e conduce al piazzale, dal quale la tua visuale si estenderà per oltre cento chilometri sul golfo dell’Asinara e sul Sassarese, fino alla Corsica nelle giornate più terse. Non a caso, la chiesa veniva usata come punto di riferimento nella navigazione, essendo avvistabile dal mare grazie alla posizione sopraelevata. A proposito di edifici in altura, la vetta nord del Tuffudesu ospita anche il simbolo di Osilo, ai piedi del quale si è sviluppato l’abitato: il castello dei Malaspina. Non ci sono fonti certe che ne attestino l’anno di costruzione, ma si pensa risalga al XII secolo. Sicuramente durante il secolo successivo faceva parte dei possedimenti della nobile famiglia Malaspina, che vantava anche al proprietà del castello di Serravalle a Bosa. La struttura è a pianta ovale, circondata da una possente cinta con due torri, una circolare in basalto e una quadrata in tufo.

Meritano una visita anche altre chiese di Osilo: oltre alla parrocchiale, spicca la chiesa tardo-rinascimentale di Nostra Signora del Rosario. Nella periferia nord-est del paese sorge la chiesa dello Spirito Santo, mentre nella scenografica ‘valle dei mulini’, nella frazione di San Lorenzo, visiterai l’omonima chiesetta, già menzionata dalle fonti nel XVII secolo e recentemente restaurata.