Il museo si trova a Busachi, nei locali della chiesa sconsacrata di San Domenico, un interessante edificio del XVI secolo che faceva parte del monastero domenicano e che è per questo chiamato "Cunventu".

Il tema principale dell'esposizione è rappresentato dai costumi tradizionali e dagli attrezzi per la lavorazione del lino.

Busachi vanta una forte tradizione del costume ed è uno dei pochi paesi della Sardegna dove ancora permane l'uso di indossarlo nella vita quotidiana.

Il percorso si snoda a partire dallo sfruttamento di questa risorsa nel territorio, per ottenere i tessuti occorrenti per la vita di tutti i giorni e per quelli dedicati alla festa. Sono infatti esposti gli abiti che attraversano le varie fasi della vita, dai momenti più importanti, cerimoniali e festivi, a quelli più tristi quale è il lutto, costumi quotidiani riconoscibili per la semplicità, costumi di neonati e adolescenti. Pezzi antichi in orbace e panno, camicie in cotone e lino, corpetti in broccato, seta e velluto, fatti esclusivamente a mano, testimoniano l'abilità delle donne busachesi che hanno fatto un'arte della loro manualità, custodendola gelosamente nel tempo e trasmettendola di generazione in generazione.

E', inoltre, esposto il processo produttivo del fiore di lino sino al manufatto finito, attraverso le fasi di sua lavorazione.

Il paese del Barigadu fu, nell'isola, fino alla prima metà del Novecento, il principale centro di coltivazione e tessitura del lino e di commercializzazione dei prodotti tessuti. Il lino di Busachi veniva considerato il migliore per la qualità dei terreni dove veniva coltivato, che erano paludosi e fertili. L'esposizione presenta la materia prima nelle diverse fasi di lavorazione e tutti gli attrezzi necessari per l'intero ciclo dalla coltivazione della pianta alla realizzazione del tessuto: l'aratro in legno per la preparazione del terreno, la mazza e la gramola per la battitura e la sfibratura degli steli, il pettine, la conocchia e il fuso, l'aspo e l'arcolaio, la bobinatrice, l'orditoio e il telaio.

Il percorso si chiude con l'esposizione di diversi manufatti in lino, alcuni dei quali finemente ricamati.