Si tratta di una sobria costruzione risalente alla fine dell'Ottocento che si sviluppa su due piani, scanditi verticalmente da lesene e con aperture simmetriche rispetto all'ingresso principale. Il recupero dell'edificio, dovuto all'architetto Roberto Badas, ha consentito il decollo turistico ed economico della comunità. L'interno, infatti, è oggi adibito a museo archeologico allestito principalmente con i preziosi reperti del villaggio nuragico di Genna Maria, scavato dall'archeologo Enrico Atzeni dal 1969 in poi. La sala più significativa è costituita dall'ambiente centrale a doppio volume, riservato un tempo all'ammasso del grano per l'intera comunità. Quasi tutti gli ambienti conservano le pareti in pietra a vista. Oggi l'edificio presenta un ampliamento ottenuto con l'aggregazione di alcune abitazioni tradizionali, ristrutturate per l'allestimento di mostre temporanee. Storia degli studi Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell'arte in Sardegna" sull'architettura otto-novecentesca (2001). Bibliografia F. Masala, [i]Architettura dall'Unità d'Italia alla fine del '900[/i], collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 2001, sch. 177.