Per i suoi atavici e suggestivi riti carnevaleschi Mamoiada attrae visitatori da tutto il mondo. Mamuthones e Issohadores sono i simboli del paese. I primi portano una maschera nera con tratti marcati, intagliata in legni pregiati, e indossano pelli ovine su cui caricano sa carriga, trenta chili di campanacci. Durante la sfilata per le vie cittadine e intorno ai falò, il 17 gennaio in onore di sant’Antonio Abate, a febbraio per Carnevale e occasionalmente durante le sagre, incedono imponenti con una danza ancestrale, guidati dagli Issohadores, riconoscibili per i preziosi ed eleganti abiti rossi e bianchi. Il loro nome viene da soha, la fune con cui prendono a lazo gli spettatori. Si dice che anticamente, servisse a catturare la donna che si voleva sposare. Per approfondirne la conoscenza potrai visitare i tre musei del centro: delle Maschere mediterranee, della Cultura e del Lavoro e dell’Archeologia e del Territorio.

Mamoiada è anche il paese del vino. Intensi profumi di uve arricchiscono il paesaggio: dalle vigne ecco cannonau e granazza. Negli ultimi anni sono numerosi i premi vinti dalle cantine locali a livello regionale e nazionale. Mentre nelle case per Carnevale si preparano sas orulettas, ‘chiacchiere’ intrecciate cosparse di zucchero a velo, da assaporare assieme agli altri i dolci tipici. Ottima occasione per assaggiare i piatti tipici è Tapas, l’appuntamento mamoiadino di Autunno in Barbagia, generalmente la prima settimana di novembre.

I sentieri dei pastori caratterizzano il paesaggio, percorribili a piedi o in mountain bike, alla scoperta di bellezze naturali e testimonianze del passato. All’interno del paese sono presenti ben tre siti di domus de Janas, la fontana di su ‘Antaru vetzu (di epoca romana) e la misteriosa stele di Boeli o sa Perda Pintà (3500 a.C.), un enorme menhir decorato con cerchi concentrici, simbolo del culto dell’acqua, una testimonianza unica in Sardegna. Altra particolarità è la presenza di reminiscenze bizantine risalenti all’Alto Medioevo, espresse dal culto dei santi Cosma e Damiano: un santuario loro dedicato è visitabile appena fuori dal paese.