Il progetto, redatto dall'ingegnere Giuseppe Pietrangeli nel 1928 per conto dell'Ufficio Tecnico del Genio Civile, fu approvato nel 1930 e affidato all'ingegnere Giuseppe Bottiglieri per un totale rifacimento riguardante soprattutto l'apparato decorativo, considerato troppo costoso e comprendente medaglioni, stemmi, rivestimento bugnato. L'edificio è formato da due avancorpi affiancati ad un corpo centrale, unificati da una cornice su mensole, che abbraccia tre lati, mettendo in evidenza il coronamento a timpani curvilinei. L'ingresso è sulla mezzeria del lato in declivio. La costruzione si avvicina all'Art Déco, visibile soprattutto in alcuni dettagli decorativi sui diversi fronti e all'interno dell'edificio. I punti più significativi sono due: la parte sovrastante l'ingresso principale con un rivestimento in pietra sottolineato da un balcone, da una cornice a triplice arco e da un fastigio che reca la denominazione del liceo, e il corpo della palestra con elementi decorativi in stile geometrico, che ha ripristinato la scritta "O.N.B." (Opera Nazionale Balilla) tra forti polemiche riguardo all'opportunità di riprendere un richiamo al fascismo. Anche la cancellata in ferro battuto sostenuta da pilastrini presenta un gradevole taglio decorativo adeguato alla costruzione, che si affaccia sulla strada che dava accesso alla stazione ferroviaria prima del suo trasferimento in altra parte della città.