La piccola fonte di Li Paladini, edificata con blocchi squadrati di granito, conserva oggi l'atrio e la celletta comunicanti attraverso un'ingresso a luce trapezoidale (alt. m 1,25. largh. cm 47/90). Il vestibolo, orientato a N, presenta pianta e dimensioni irregolari (largh. m 2,60. alt. m 1,60) dovute a lavori effettuati in anni recenti: il pavimento e i banconi-sedile del vestibolo sono stati coperti da una spessa colata di cemento. La cella retrostante, che capta la vena sorgiva, ha pianta sub-quadrata (lungh. cm 90. largh. cm 90. alt. m 1,15) e pareti costruite con conci ben lavorati disposti su filari in aggetto. La copertura del piccolo ambiente è formata da due lastre disposte a piattabanda. La soglia, costituita da tre lastre affiancate, presenta al centro una canaletta incisa per il deflusso dell'acqua. Storia degli studi La fonte è nota fin dall'Ottocento. Bibliografia V. Angius, in G. Casalis, [i]Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna[/i], III, Torino, G. Maspero, 1836, pp. 298-320. Ch. Zervos, [i]La civilisation de la Sardaigne, du début de l'énéolithique à la fin de la période nouragique[/i], Paris, Cahiers d'art, 1954, p. 291. G. Lilliu, [i]La civiltà dei Sardi dal paleolitico all'età dei nuraghi[/i], Torino, ERI, 1988, p. 534. A. Moravetti, "Gli insediamenti antichi", in [i]Montagne di Sardegna[/i], a cura di I. Camarda, Sassari, Carlo Delfino, 1993, pp. 165-166. A. Sanna, "Calangianus (Sassari). Fonte nuragica di Li Paladini", in [i]Nuovo bullettino archeologico sardo[/i], 4, 1994, pp. 275-277. R. Caprara-A. Luciano-G. Maciocco, [i]Archeologia del territorio. Territorio dell'archeologia. Un sistema informativo territoriale orientato sull'archeologia della regione ambientale Gallura[/i], Sassari, Carlo Delfino, 1996, p. 268.