L'attuale fabbrica risale alla seconda metà del XVII secolo, come documenta la data 1676 incisa sull'architrave della mostra in trachite rossa che incornicia il portale al centro della facciata. Il semplice prospetto presenta un'apertura rettangolare a rincasso in asse con l'ingresso e un coronamento a capanna segnato da un cornicione modanato. L'ambiente interno lascia a vista nelle strutture portanti la pietra di costruzione, ed è strutturato ad unica navata con cantoria lignea addossata alla controfacciata e presbiterio leggermente rialzato voltato a botte. Anche la navata ha copertura a botte che parrebbe rimodellare in forme imperfette un precedente sistema a crociere: tre sottarchi la scandiscono in quattro campate di cui le due più prossime al presbiterio si aprono in quattro cappelle perpendicolari all'asse longitudinale dell'edificio. Di queste, due sono introdotte da archi a tutto sesto, e due - prospicenti l'arcone presbiteriale - da archi ogivali, forse superstiti di un primo impianto gotico quattro-cinquecentesco dell'edificio. Anche le cappelle sono voltate a botte: delle prime due, la sinistra è intitolata al Sacro Cuore di Gesù. la destra, di dimensioni maggiori e dovuta ad un probabile intervento ottocentesco, intitolata a Sant'Antonio da Padova. Le altre due cappelle sono intitolate, la sinistra alla B. V. del Rosario ove ha sede l'omonima Confraternita istituita nel 1755. la destra alle Anime del Purgatorio. Una recentissima operazione di recupero ha visto ricollocare in un vano propriamente adibito il settecentesco fonte battesimale con alzata lignea, prima semioccultato in una nicchia di una cappella. Vi si accede dalla navata attraverso un antico varco ripristinato nelle murature portanti. I sottarchi, in pietra a vista, nascono da capitelli a cornice grossolanamente modanati, al culmine di pilastri addossati alla parete, i cui spigoli sono arrotondati e lateralmente incisi a formare una sorta di cordone liscio, ripetuto anche nell'arcone presbiteriale. Lungo le pareti laterali del presbiterio, all'altezza in cui ha origine la volta, scorre una cornice in pietra che continua sulla parete di fondo ma interrotta dall'altare maggiore. Questo, in stucchi marmorizzati, ha sostituito nel 1910 un probabile preesistente retablo ligneo. L'alzata è caratterizzata da timpano curvilineo spezzato, retto da quattro colonne tortili che incorniciano la nicchia col simulacro del santo titolare. Addossata alla destra della facciata, ma non compenetrata con essa, è la bella torre campanaria, unica architettura a qualificare in modo distintivo l'agglomerato urbano di Sennariolo. Completata nel 1867, è costituita da tre ordini a pianta quadrata scanditi da cornici in pietra e paraste angolari, l'ultimo dei quali ospita il vano campanario, cui si somma un elemento a registro ridotto e pianta ottagonale ove è alloggiato l'orologio pubblico, e infine un cupolino "a cipolla" coperto da maioliche policrome di memoria settecentesca. Bibliografia Inedita.