I lavori per la nuova parrocchiale di Sorradile, iniziati nel 1636 con la facciata e l'anno seguente con l'interno, vennero portati a termine nel 1642 ad opera di maestranze locali guidate da Antoni Pina, un operatore locale che univa a basilari competenze architettoniche uno spiccato gusto decorativo tipico dei "picapedrers" gotico-catalani ma con un marcato accento vernacolare. La chiesa ha, pertanto, un'impronta popolareggiante ed eclettica, capace di fondere elementi tratti dal repertorio romanico, gotico-catalano, rinascimentale e barocco. L'interno ha navata unica coperta da volta a botte rinforzata da archi trasversi. la capilla mayor e le cappelle laterali sono voltate a botte, secondo un impianto in linea con le nuove direttive imposte dalla Controriforma. La conoscenza di istanze rinascimentali di marca italiana si rivela nell'uso delle volte a botte, degli arconi cassettonati, dei timpani spezzati e del cornicione dentellato che percorre tutto il perimetro di imposta della volta. La ricca ornamentazione a bassorilievo che riveste pilastri, arconi e sottarchi attesta l'abilità e la fantasia degli scalpellini locali nell'incidere la pietra vulcanica rosa con una sensibilità ancora di impronta iberica. Anche la facciata risponde allo stesso gusto combinatorio: scandita nella fascia inferiore da quattro lesene corinzie scanalate, è dominata da un imponente portale rettangolare sormontato da un timpano curvilineo spezzato con cornice dentellata di gusto manieristico. Il coronamento è caratterizzato dall'ampio frontone semicircolare poggiante su una trabeazione costituita da formelle decorate a punte di diamante e rosoni. Due protomi leonine e un piccolo rosone completano il prospetto. Il modello del frontone semicircolare con alette laterali verrà ripreso in numerose chiese dell'isola per tutto il XVII e il XVIII secolo, così come risulta dagli esempi della Santa Sofia di San Vero Milis e della chiesa del Convento di Pozzomaggiore.