La chiesa di San Pietro di Bidonì è un esempio di Romanico "minore" ma non per questo meno significativo, in quanto caratterizzato da un'apprezzabile, estrema semplicità costruttiva. La più antica menzione documentaria sulla chiesa risale agli inizi del XII secolo e si rintraccia nell'atto con cui il giudice arborese Costantino I de Lacon-Serra fondava il monastero camaldolese di Santa Maria di Bonarcado, affidandogli tra le altre chiese la "domo de sanctu Petru de Vidoni". La ricostruzione dell'edificio è ascrivibile alla seconda metà del XII secolo. La pianta è longitudinale, sviluppata lungo circa otto metri, con abside a E. Il materiale edilizio è vulcanite di diverse tonalità, dal rosso al giallo pallido, ma sempre molto curato risulta il taglio dei cantoni di media pezzatura, così come il loro assemblaggio. Nella facciata, alta quasi 6 metri, si apre il portale del tipo architravato e lunettato con l'architrave gravante sulle murature perimetrali. La diversa pezzatura dei conci della parte alta della facciata lascia supporre che questa abbia subito modifiche. Lungo il fianco S si aprivano un portale oggi murato e due monofore. Nel fianco N si apre un terzo portale, mentre perfettamente orientata ad E si trova l'abside, nella quale si apre una monofora con strombatura realizzata con la medesima cura dimostrata nelle altre parti dell'edificio. Uniche concessioni all'elemento decorativo sono il sopracciglio appena inciso sullo sguscio nella sommità della monofora absidale e la teoria di archetti a tutto sesto impostati su peducci decorati, a coronamento dell'abside appena sotto la copertura. Anche all'interno la chiesa si presenta spoglia di ogni ornamento. la navata è coperta da tetto ligneo sorretto da robuste capriate.