La più antica menzione della chiesa "sancti Nicholay de Guzuli" risale al 1135, quando risulta sede del priorato dei monaci vittorini nel giudicato di Torres. L'impianto è ad aula mononavata perfettamente orientata a E, costruita in pietra vulcanica in conci di media pezzatura. Si individuano diverse fasi edilizie. La chiesa impiantata agli inizi del XII secolo fu ricostruita nell'ultimo quarto del XIII. In età tardogotica venne ristrutturata con inversione dell'asse liturgico. L'antica facciata si trovava dove ora è collocata l'abside, mentre l'attuale facciata è ottenuta con il rimaneggiamento dell'antico prospetto absidale. Le strutture originarie restano visibili nel fianco N, dove il paramento murario è decorato con archetti ogivali impostati su peducci. Storia degli studi Vittorio Angius la cita alla voce "Ozieri" (1845). Francesco Amadu (1963) la studia nell'ambito della sua ricerca sulla diocesi di Bisarcio. Roberto Coroneo (1993) le dedica una scheda. Bibliografia V. Angius, voce "Ozieri", in G. Casalis, [i]Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna[/i], XIII, Torino, G. Maspero, 1845, pp. 799, 819-820. G. Spano, [i]Vocabolario sardo geografico patronimico ed etimologico, Cagliari,[/i] Alagna, 1872, p. 35. F. Amadu, [i]La diocesi medievale di Bisarcio[/i], Cagliari, Fossataro, 1963, pp. 47-51. R. Coroneo, [i]Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300[/i], collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 45. R. Coroneo, [i]Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali[/i], Cagliari, AV, 2005, p. 51.