Nel medioevo la "villa" di Siddi era compresa nel giudicato di Arborea e dipendeva dalla curatoria della Marmilla e dalla diocesi di Usellus (Ales). Quando, nel 1206, Guglielmo I-Salusio IV de Lacon-Massa, giudice di Cagliari, e Ugone I de Bas-Serra, giudice di Arborea, precisarono i confini dei loro giudicati, Siddi rimase all'Arborea. L'edificio romanico fu eretto nella seconda metà del XIII secolo. Ha pianta a due navate, divise da pilastri a sezione ottagonale, e un'unica abside, piuttosto tozza, rivolta a N/E, che conclude la navata S, di dimensioni maggiori rispetto all'altra. Probabilmente anche la navata minore doveva essere absidata, come si presume osservando i fianchi dell'edificio, entrambi rimaneggiati. Nell'abside si apre una monofora strombata, con centina a tutto sesto. La chiesa subì lavori di restauro nel 1960. l'originaria muratura in arenaria bruna si conserva nella facciata, nel setto divisorio e nell'abside. Nella piccola facciata (7,27 m) è interessante il fregio scolpito sull'architrave del portale s., che mostra, entro quattro riquadri, cinque figure antropomorfe dalle larghe spalle e dagli arti esili, separate da bande verticali con motivo a rombi, stilizzazione del motivo classicista a nastro intrecciato. La prima figura, capovolta, forse indica Lucifero, l'angelo caduto. le ultime due, che non sono separate tra loro dalla banda, ma anzi sono allacciate, potrebbero essere Adamo ed Eva. Le restanti potrebbero rappresentare una l'arcangelo Michele, a cui la chiesa è dedicata, e l'altra, di maggiori dimensioni, Dio padre.