La tradizione indica nei resti all'interno del parco Aymerich i ruderi del castello di Laconi appartenente alla nobile famiglia e oggi immerso in una pittoresca vegetazione. Scavi archeologici e stratigrafie murarie hanno consentito di stabilire interventi di tempi diversi, che ne rendono la lettura assai difficoltosa. Si individua un edificio più antico, a pianta rettangolare, attraversato da un passaggio voltato a botte e preceduto da un ingresso con volte a sesto acuto. Sul lato destro del passaggio voltato è murata un'epigrafe, non ancora del tutto decifrata, che tuttavia riferisce della presenza di una porta e comprende una data: 1053. Probabilmente l'epigrafe apparteneva ad altro edificio ed è stata reimpiegata, in quanto le strutture denotano modi costruttivi propri del XIII secolo. Accanto a questa sorta di torre si erge il palazzo vero e proprio, residenza della famiglia degli Aymerich, marchesi di Laconi, dal XVII secolo. È costituito da un'ampia sala a pianta rettangolare, nel perimetro della quale si apre una serie di finestre ad arco inflesso, di tipo gotico-catalano. Storia degli studi Sul castello Aymerich si segnala il contributo di Foiso Fois nel volume "Castelli della Sardegna medioevale", del 1992. Più recenti i lavori di Giorgio Murru, del 2001 e del 2003, con interessanti notazioni sulla storia e le tecniche murarie. Bibliografia F. Fois, [i]Castelli della Sardegna medioevale[/i], a cura di B. Fois, Cinisello Balsamo, Amilcare Pizzi, 1992, pp. 167-170. G. Murru, "Il castello medioevale di Laconi", in [i]L'eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo: patrimonio di conoscenze e di vita[/i], a cura di M. Sanges, Cagliari, 2001, pp. 71-72. G. Murru, "Il castello di Laconi: studi e ricerche", in [i]Roccas: aspetti del sistema di fortificazione in Sardegna: atti degli incontri sui castelli in Sardegna (2002) dell'Arxiu de Tradicions[/i], a cura di S. Chirra, Oristano, 2003, pp. 145-167.