Autunno in Barbagia, viaggio nel cuore della Sardegna

Scorcio di paese - Austis

Autunno in Barbagia, viaggio nel cuore della Sardegna

Da settembre a dicembre, per 16 fine settimana, 32 centri del Nuorese animeranno l’edizione 2017 di un’eccellenza turistica della Sardegna, riscoperta di saperi e sapori autentici e tradizionali
una mostra itinerante di tradizione e autenticità delle comunità barbaricine

Abili mani femminili ricamano al telaio abiti e tappeti, lavorano su filindeu e altre paste tradizionali e decorano su pani pintau, quelle de sos maistos modellano con cura vasi di ceramica e intarsiano arresolzas e gioielli in filigrana. Nelle cucine delle cortes si inforna su carasau e si infarciscono pane saba, pistiddu e durchicheddos. I falegnami intagliano il legno de sas cascias, i fabbri battono con maestria il ferro, i contadini pigiano le uve appena raccolte e i pastori preparano la ricotta. Intanto gli ospiti, affacciati sui belvedere, assaporano le delizie, accompagnate da corposi vini. E conversano con gli artigiani alla scoperta delle usanze d’un tempo. Autunno in Barbagia è un viaggio nel ‘cuore’ della Sardegna, una mostra itinerante di autenticità e tradizioni barbaricine. I fine settimana di quattro mesi saranno animati da eccellenze culturali, artigiane ed enogastronomiche. Tutto all’interno delle case ‘a corte’ di borghi e città. Ciascuna comunità con le sue vocazioni.

Sos coricheddos, dolce tipico - Nuoro
Tessitura al telaio - Sarule
Lavorazione del torrone - Tonara
Nel confortevole clima settembrino, paesaggi multiformi, eccellenze artigiane e prelibatezze

Si parte con Bitti, patria del canto a Tenore, patrimonio Unesco. Qui la civiltà nuragica innalzò un monumento unico: il villaggio-santuario su Romanzesu. Poi Oliena: la sua calorosa ospitalità ti porterà alla scoperta di luoghi fermi nel tempo e antiche chiese, manufatti tessili e gioielli in filigrana, pecorino e Nepente. A Dorgali le montagne del Supramonte incontrano il mare cristallino del borgo costiero di Cala Gonone: scoprirai un’eccezionale varietà di paesaggi e attrazioni. Negli stessi giorni in mostra Sarule, famoso per pregiati e coloratissimi tappeti. A seguire Austis, borgo di incontro tra saperi e tradizioni dei territori confinanti, e Orani, patria di abili artigiani, grandi artisti e intellettuali. Chiudono un mese e aprono il successivo, Lula, che si adagia ai piedi del gigante calcareo del Monte Albo, luogo di tesori preistorici, archeologia industriale e antichi edifici di culto, e Tonara, il paese del torrone e dei campanacci (sonaggias), luogo di escursioni tra boschi millenari.

Veduta panoramica -  Gavoi
Su Romanzesu, area archeologica - Bitti
Su lionzu, copricapo femminile - Orgosolo
ottobre all’insegna di tradizioni secolari, atmosfere surreali e vestigia del passato

Incastonato tra monti e lago di Gusana, Gavoi è borgo di tradizione artigiana. Dai balconi delle sue case in pietra scrittori e artisti si esibiscono durante l’Isola delle storie. Leggende sulle janas avvolgono Meana Sardo, paese di dimore con portali ad arco e cornici ‘spagnoleggianti’. A Onanì c’è una particolarità architettonica: accanto al nuraghe Santu Pretu, nell’XI secolo fu costruita la chiesa di san Pietro. A metà ottobre spetta ai monumenti naturali di Orgosolo: la voragine su Suercone e il canyon su Gorroppu. I murales colorano le sue case e creano un museo a cielo aperto. Un alone di mistero e silenzio surreale aleggiano su Lollove, ispiratrice di grandi letterati. A Sorgono conoscerai lo straordinario allineamento di menhir di Biru e’ Concas. L’immenso patrimonio naturalistico di Belvì si snoda tra tacchi calcarei e Gennargentu. Qui passa il Trenino Verde, che fa tappa nell’antica stazione del borgo de is caschettes, deliziosi dolci della sposa. Ottobre si chiude con i paesaggi fiabeschi di Aritzo, tra boschi di castagni e carapigna (delizioso sorbetto), e con Ottana, il paese di Boes e Merdules, altro centro rinomato per tradizioni artigiane.

Maschera Mamuthone - Mamoiada
Scorcio del paese - Fonni
Caschettes, dolce tipico  -  Belvì
luci e colori di novembre: fra vino, riti ancestrali e mestieri delle antiche botteghe

Inaugura novembre Desulo, che eccelle per artigianato tessile, in particolare gli abiti in orbace rosso finemente ricamati. A Mamoiada sentirai intensi profumi di vigne: è il paese del vino, che ti accompagnerà durante i riti ancestrali di Mamuthones e Issohadores. A piedi, in bici o a cavallo andrai alla scoperta dei sentieri dei pastori. Città simbolo di cultura e tradizioni, Nuoro è l’Atene sarda. Farai un percorso culturale attraverso i musei della città custodita dal monte Ortobene. A Tiana, prodotti genuini e senso di comunità contribuiscono a vita sana e longevità. È famoso per mulini e gualchiere, dove si lavorava l’orbace. A metà novembre sono di scena i gioielli architettonici del paese dei laureati, Olzai: a inizio Novecento era bassissima la percentuale di analfabeti e alto il numero di dottori. Poi la luce e i colori di Atzara. In un labirinto di vicoli scoprirai case medievali con facciate scolpite da sos picapedres. Il tuo sguardo si perderà su distese di vigneti e ciliegi: tanti artisti ne sono stati ispirati. A chiudere novembre Orotelli, la patria de sos cambales, classici stivali di pelle lavorata a mano, e Ollolai, che, secondo leggenda, sarebbe stato residenza di Ospitone, re dei barbaricini (VI secolo). Cesti di asfodelo intrecciati dalle sue donne e s’istrumpa, lotta forse di origine nuragica sono i suoi simboli.

Filindeu e maccarones de busa - Oliena
S'iscrarionzu, cestino di asfodelo - Ollolai
Donne in abito tradizionale - Meana Sardo
profumi e sapori di dicembre: dalla natura incontaminata alla scoperta di archeologia e storia

I monumenti nuragici, santuario di Abini e villaggio s’Urbale, hanno reso celebre Teti. Qui è stata trovata la Venere dormiente, una delle più antiche opere d’arte sarde. Le risorse di Funtana Raminosa hanno fatto la storia di Gadoni: i nuragici vi fondevano il rame, cartaginesi e romani vi scavarono miniere, riusate in età moderna. Tra sentieri, custoditi da montagne e foreste, scoprirai angoli magici come la cascatella s’Istiddiosa. Anche Oniferi ti stupirà per la tradizione del canto popolare a tenore, che spazia da solennità religiosa a malinconia d’amore. Per l’Immacolata, ecco il paese più alto dell’Isola, Fonni, meta sciistica, dove ogni stagione ha i suoi colori: rosa canina e purpurea fanno da cornice all’ autunno. L’ingegneria idraulica di Gremanu e la necropoli Madau sono le sue maggiori eredità nuragiche. Negli stessi giorni in mostra a Ortueri il parco Mui Muscas, regno dell’asinello sardo, e l’altissimo campanile della parrocchiale di san Nicolò. La rassegna si chiude a Orune, caratterizzato da lavorazione del sughero e da una straordinaria concentrazione di siti preistorici, tra cui spicca la fonte sacra nuragica su Tempiesu, e a Ovodda: natura incontaminata, aria salubre e clima ne fanno il ‘paese dei centenari’. Strada romana e vie della transumanza raccontano di un luogo da sempre transito di popoli

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