Un insieme di luoghi che raccontano storia e cultura del Gerrei. Armungia è un ‘museo diffuso’ a cielo aperto che comprende il museo etnografico sa Domu de is Ainas, la Bottega del fabbro, il museo mineralogico, il museo storico Emilio e Joyce Lussu e il nuraghe Armungia, risalente XV-XIV secolo a.C., che si innalza maestoso al centro del paese - caso quasi unico di architettura nuragica dentro un abitato - e a cui accederai dal museo etnografico. Il nuraghe, che dà nome e attorno il quale si è sviluppato al paese, è punto di partenza nell’itinerario alla scoperta del sistema museale: percorrendo le strade in pietra del borgo scoprirai tutti i siti culturali, ciascuno col suo peculiare valore storico, artistico e archeologico, tutti ‘specchi’ dell’identità locale. Sa Domu de is Ainas, ‘la casa degli attrezzi da lavoro’, ricostruisce, attraverso un patrimonio di circa 600 pezzi, l’universo della cultura agropastorale delle comunità del Sarrabus-Gerrei. La sede è l’ottocentesco palazzo comunale: l’esposizione è articolata in varie sale con pannelli illustrativi, documenti e immagini d’epoca, cui si aggiungono le case minime, tre piccole abitazioni in pietra che ospitano gli archivi multimediali. Nelle prime due sale sono esposti abiti e gioielli tradizionali, strumenti di attività tradizionali femminili, specie tessitura al telaio e panificazione. La ‘sala dell’agricoltura’ si caratterizza per un grande calendario solare ligneo, che illustra in sardo le fasi di lavoro agricolo, quella ‘del territorio’ illustra la vita della comunità: compresa la lavorazione del formaggio. La ‘sala dell'artigianato’ è dedicata alle attività del fabbro maniscalco. La sezione rimanda alla Bottega del fabbro, su ferreri, che visiterai nel percorso museale per le vie del centro storico: è un piccolo edificio di inizio XIX secolo, laboratorio artigianale dal 1928. Al pianoterra troverai il telaio per la ferratura, fucina e cortile con le mole in arenaria, al primo piano è rievocato il lavoro nei suoi valori simbolici con testimonianze e foto d’epoca ed è raccontata la storia della famiglia piemontese Vellini, un tempo proprietaria della casa.

Fiore all’occhiello dell’itinerario museale è l’esposizione dedicata a Emilio Lussu e alla compagna Joyce Salvadori, che ripercorre l’esperienza personale e politica di due figure chiave della vicenda democratica del Novecento italiano. La ammirerai nella casa del segretario, imponente dimora padronale costruita tra fine XIX e inizio XX secolo. La ‘sala delle foto’ ripercorre le vicende biografiche: infanzia ad Armungia - cui Emilio rimase legatissimo -, la Grande Guerra, la fondazione del partito sardo d’azione, la lotta antifascista, l’esperienza politica con l’Italia da ricostruire. La ‘sala multimediale’ offre filmati, interviste d’epoca e documenti storici, in particolare una lettera manoscritta a Piero Gobetti, nel 1924, quella ‘dei libri’ è dedicata alla produzione letteraria dei Lussu. Altri ambienti ospitano mostre permanenti, tra cui ‘Joyce Lussu: il cammino di una donna nella storia del 900’.