Sant’Efisio nel segno della speranza

statua di sant'Efisio

Sant’Efisio nel segno della speranza

Domenica 3 maggio 2020, una giornata storica: il 'martire glorioso' in viaggio da solo, la festa corale è nel cuore della sua gente
Colori, suoni e devozione corale sono solo rimandati

Per la prima volta dopo tre secoli e mezzo, la 364esima festa di Sant’Efisio, la celebrazione più coinvolgente e sentita della Sardegna, si svolge in un'unica data, il 3 maggio, non come di consueto dal primo al 4, e senza l’appassionata partecipazione delle comunità dell'Isola. Sono le conseguenze dell’emergenza sanitaria per contenere una pandemia tanto inattesa quanto drammatica. Si attenderà l’edizione 2021 per rivivere pienamente l’atmosfera di passione di una delle processioni più lunghe d’Europa, dalla chiesetta dedicata al santo nel quartiere Stampace di Cagliari al santuario di Nora, luogo del martirio, accanto alle rovine romane. Nell’attesa, però, si svolgerà a fine anno una liturgia di ringraziamento con un corteo che accompagnerà il santo dal capoluogo a Nora con le consuete tappe nei territori di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula.

cocchio di sant'Efisio
Sa ramadura - Sant'Efisio
il martire che liberò Cagliari dalla peste

Passione ed emozioni di una giornata indimenticabile. Domenica 3 maggio 2020 per la Sardegna è già nella storia: Sant’Efisio viaggia da solo da Cagliari a Nora. Un’unica suggestiva giornata di celebrazioni, nel rispetto della promessa solenne fatta l’11 luglio 1652 dalla municipalità di Cagliari al suo martire protettore. L’intercessione di Efisiu gloriosu fu invocata per far cessare la peste e grazie al suo intervento le piogge placarono l’epidemia. I cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrarlo e da allora la sacra promessa è stata onorata ogni primavera, dal primo al 4 maggio, con devozione e gratitudine, persino sotto i bombardamenti del 1943, anche allora con una formula molto particolare. Tante analogie con questo tragico 2020, perciò i fedeli sardi invocano l'aiuto del santo per sconfiggere l'attuale pandemia.

Sa ramadura, sant'Efisio - Cagliari
sa ramadura a palazzo civico Cagliari
la devozione per il santo non venne meno neppure sotto i bombardamenti del 1943

Lo svolgimento insolito delle celebrazioni si può seguire da casa, in diretta televisiva e in streaming. La processione è rimandata, si attenderà, con forza e pazienza, per ammirare di nuovo il corteo interminabile di 3500 persone in abiti tradizionali di tutta l'Isola, i duecento cavalieri al seguito, per lasciarsi ammaliare dalla melodia delle launneddas o dei goccius, per partecipare al pellegrinaggio dei fedeli. Nessun componente dei Miliziani o della Guardiania accompagna il cocchio del santo. Il viaggio del simulacro è previsto a bordo di un mezzo della Croce Rossa, senza tappe intermedie, e la celebrazione della messa in forma strettamente privata, prima del ritorno del santo nella sua ‘casa’ di Stampace. Qui, come tradizione, avviene lo scioglimento del voto, momento atteso da tutta la Sardegna, che quest'anno assiste con gli occhi incollati al video.

Processione di sant'Efisio a Nora
Il cocchio di sant'Efisio a Palazzo Civico
la vicenda leggendaria di Sant’Efisi gloriosu

Originario dell'Asia Minore ed educato dalla madre ai culti orientali, Efisio si arruolò nell’esercito imperiale, di cui divenne ufficiale, combattendo contro i cristiani. Secondo la tradizione, trasferitosi in Italia, si convertì dopo la visione di una croce splendente nel cielo e sentendo la voce di Cristo che lo rimproverava per la sua missione sanguinaria. Si fece battezzare e si trasferì in Sardegna a predicare. Mentre i suoi soldati combattevano i barbari, lui divenne difensore del cristianesimo. Da Cagliari scrisse una lettera a Diocleziano invitando lui stesso a convertirsi alla fede cristiana. L’imperatore, sbigottito, ne comandò la persecuzione. Fu imprigionato e crudelmente torturato. In maniera stupefacente, però, le ferite si rimarginavano completamente e spontaneamente. La notizia del prodigio corse tra la popolazione, provocando una conversione di massa. Prima di essere martirizzato il 15 gennaio 303, come estremo atto di fede, promise di proteggere per sempre Cagliari e invocò la protezione divina sul popolo sardo.

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