Il Montiferru è un massiccio di origine vulcanica che si estende a nord di Oristano, fra la pianura del Campidano e il mare. È un'area coperta da fitti boschi, caratterizzata da maestose formazioni rocciose, come i basalti colonnari di Arghentes (Cuglieri), e dalla grande abbondanza di acqua. Sono numerose le sorgenti, fra cui le famose Siete Fuentes ('sette fonti') presso la chiesa romanica di San Leonardo, i torrenti e le piccole cascate.
Chi ama le escursioni naturalistiche avrà forse la fortuna di avvistare un grifone, dei mufloni o i cervi sardi, recentemente reintrodotti nelle foreste demaniali. La tradizionale architettura urbana dei centri del Montiferru si conserva a Séneghe, Bonàrcado e a Santu Lussurgiu, importante centro di attività artigianali, come la tessitura dei tappeti, la lavorazione di cassapanche intagliate e la produzione di oggetti legati alla bardatura dei cavalli: oggetti raccolti e conservati nel Museo della tecnologia contadina. L'attività equestre è poi decisamente praticata, come dimostra la manifestazione carnevalesca di Sa carrela 'e nanti, una corsa a pariglia guidata da cavalieri in costume tradizionale.
La piana di Milis è ancora caratterizzata dalla presenza di giardini di aranci, impiantati lungo il corso del Rio Mannu dai monaci camaldolesi di Bonàrcado. Si tratta di una zona a vocazione agricola, densamente abitata sin dall'epoca preistorica, come dimostra la vasta area archeologica del nuraghe S'Uraki, presso San Vero Milis, e l'antica città romana e altomedievale di Cornus.
La costa è caratterizzata da falesie calcaree, come quelle di S'Archittu e di Santa Caterina di Pittinurri, e da scure scogliere basaltiche.
Guide
Guida Sardegna centrale Slow Travel - Ed. Il Viaggiatore 2004
La regione di BosaRiviste
Bell'Italia Sardegna nr. 34/2004
Macomer e il Montiferru. Miti e leggende: i contadini di marmo e il santo rubato