Il Marghine prende il nome dalla catena montuosa non molto estesa, idealmente collegata alla vicina catena del Goceano, oggi caratterizzata dalla presenza di piccoli paesi. Il paesaggio è piuttosto variegato e offre la possibilità di effettuare escursioni archeologiche e paesaggistiche alla scoperta di ambienti e località incontaminati. Il territorio, infatti, conserva intatto un patrimonio ambientale eccezionale: la presenza del grifone, una delle ultime colonie presenti nel bacino del mediterraneo, è un chiaro esempio della valenza naturalistica di quest'area.
L'area presenta la più alta concentrazione di monumenti di epoca prenuragica e nuragica di tutta l'Isola. Tra i vari siti possiamo menzionare l'area del Tamuli, nuraghe presso il quale si trovano tre tombe dei giganti e sei pietre sacre di forma conica; la necropoli di Filigosa, dove alle domus de janas si affianca il nuraghe di Santa Barbara, con quattro torri laterali; presso Birori, poi, le tombe dei giganti di Palattu e di Lassia.
Pur non avendo edifici monumentali, i paesi del Marghine custodiscono piccoli gioielli architettonici, come la chiesa romanica di San Bachisio, a Bolotana, ristrutturata con decorazioni in stile aragonese, la chiesa aragonese in trachite rossa di Santa Maria degli Angeli, a Bortigali, la piccola chiesetta romanica di San Pietro a Sindìa e la chiesa di San Pantaleo risalente al XVI secolo in stile gotico aragonese a Macomer, ideale capoluogo del Margine.
Una forte cultura locale ha mantenuto intatto un patrimonio sia di antiche tradizioni artigianali, attraverso produzioni locali particolarmente ricercate, come i cestini di canna e asfodelo presenti ovunque nei piccoli centri, sia gastronomiche con sapori di terra, accompagnati da rinomati vini di produzione locale.
Guide
Guida Sardegna centrale Slow Travel - Ed. Il Viaggiatore 2004
La regione di Bosa