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Meilogu

 
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Torralba, nuraghe Santu Antine
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Parte centrale e centromeridionale dell’antico giudicato di Torres, il Meilogu (così chiamato perchè posto in "mediu logu", vale a dire nel cuore del giudicato), è un territorio particolarmente interessante da un punto di vista paesaggistico in quanto alle tracce della forte impronta agropastorale, caratterizzata dalla presenza delle tipiche costruzioni della transumanza, aggiunge esemplari delle diverse civiltà che l'hanno abitato fin dalla preistoria, come testimoniano le numerose domus de janas o i nuraghi. Fra questi ultimi, spicca per la bellezza del paesaggio circostante, dello stato di conservazione e delle capacità architettoniche delle popolazioni locali, il nuraghe di Santu Antine in territorio di Torralba, nel cui abitato si trova il museo della Valle dei Nuraghi.

L'architettura romanica ha lasciato nel Meilogu un episodio significativo dell'architettura romanica in Sardegna, con la chiesa palatina di Santa Maria del Regno di Ardara. Essa spicca con la sua eleganza, data anche dal nero basalto con cui è costruita, su una scenografica vallata alle pendici orientali del Montesanto. In epoca giudicale vi prestavano giuramento i sovrani di Torres. Al suo interno si trova il grandioso Retablo Maggiore di Ardara, di 12 metri, il più grande polittico del XVI - XVI secolo nell'Isola, una vera e propria esplosione di colori.

Altra preziosa testimonianza dell'architettura romanica è l'abbazia di San Pietro di Sorres nel territorio del comune di Borutta, eretta tra l'XI e il XII secolo, con accanto un convento benedettino nel quale, fra le altre occupazioni, i frati producono piante officinali e di dedicano al restauro di antichi volumi.
Il territorio dà anche nome ad un vino Vermentino, di colore dorato, che accompagna – nella qualità che raggiunge i 12% vol. – i piatti di mare e – in quella più alcolica (14% vol.) – i tipici dolci a base di mandorle.