Il territorio del Goceano si presenta come un'area decisamente montuosa, confinante con il Monte Acuto, la Barbagia e il Marghine ed è caratterizzato dalla presenza dell'omonima catena montuosa, che ha nel monte Rasu, con i suoi 1259 metri, la sua cima più alta. La zona è bagnata dal fiume Tirso, da tutti i suoi confluenti e da molteplici torrenti come il "Rio de sos Campaneddos", che durante l'inverno straripano formando paludi abitate da svariate specie di uccelli acquatici.
Il paesaggio appare variegato, arricchito da una vegetazione di querce, sughere, lecci e olivi, ma anche alberi da frutta, vitigni, macchia mediterranea con lentisco, cisto e mirto; il territorio ospita una ricca fauna, costituita da pernici, lepri, cinghiali, volpi, cervi e nei corsi d'acqua nuotano folaghe ed anatre. Sicuramente da visitare le foreste di Anela e Bono, oltre a quella lussureggiante di Burgos, dove si allevano i cavalli sardi e da dove è risalire il monte Rasu attraverso un percorso decisamente affascinante. Sono inoltre presenti numerose sorgenti, le cui acque sono particolarmente apprezzate per l'ottima qualità e perché ritenute salutari. La fonte di Torosile e "Sa funtana des'iscalas" sono tra le più abbondanti.
Abitato fin da tempi antichissimi, il Goceano ha nelle terme di San Saturnino, nel comune di Benetutti, una delle attrazioni di epoca romana di indubbio interesse, mentre il castello di Burgos, costruito nel XII secolo per volontà del giudice Gonario di Torres, offre importante testimonianza dell'età medievale. Anche l'artigianato rende caratteristica la zona, un esempio per tutti la produzione dei tipici tappeti sardi a Nule, unici nel loro genere.
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Riviste
Bell'Italia Sardegna nr. 34/2004
Da Bonorva al Goceano. Terme, cavalli, tappeti e preistoria