Uno sguardo in anteprima
Siligo si trova alle pendici occidentali del Monte Sant'Antonio, prolungamento settentrionale del massiccio del monte Pelao. Questi monti un tempo formavano un unico altopiano che venne poi diviso dalle erosioni formando la valle dove sorge il paese e dove scorre uno degli affluenti del fiume Turritano. Nel territorio troviamo impervi rilievi vulcanici, rocce laviche e, in particolare, il Monte Ruju un vulcano ormai spento alto circa 530 m. Grazie alle sue colate laviche il vulcano ha formato un vero e proprio muro, Su Muru 'e Ferru o Diccu, che dalla cima scorre lungo tutto il fianco fino alla vallata e che raggiunge anche i 10 m di altezza e i 4 m di larghezza.
Il territorio di Siligo è tra le mete più ricercate per le escursioni, grazie alla natura incontaminata che lo circonda e al suo importante patrimonio culturale. I numerosi resti archeologici ritrovati nella zona testimoniano la presenza dell'uomo nel territorio fin dall'età preistorica, il Monte Sant'Antonio fu infatti sede di un importantissimo santuario nuragico.
Siligo è il luogo di nascita di due personaggi illustri, Gavino Ledda, che qui ha ambientato il suo famoso romanzo "Padre padrone" e la cantante Maria Carta. Padre padrone ha avuto un successo clamoroso, ha vinto diversi premi ed è stato tradotto in quaranta lingue, nel 1977 i fratelli Taviani hanno anche diretto un film tratto dal libro. Maria Carta era un'artista con una profonda sensibilità che ha reso famosi tanti canti tradizionali che altrimenti sarebbero andati perduti creando un vero e proprio patrimonio culturale nuovo ed antico allo stesso tempo. Siligo è anche il paese d'origine del poeta Gavino Contini, uno dei più grandi poeti improvvisatori dell'isola.
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Perché visitare Siligo
Tra i monumenti più importanti di Siligo ricordiamo l'antica chiesa di Sant'Elia ed Enoch in stile romanico-arcaico, la pianta è a due navate, come spesso si usava quando una chiesa veniva consacrata a due Santi, e ha un altare per ciascuna navata. Il piccolo monastero fu costruito dai monaci benedettini nel 1064 che contemporaneamente ampliarono anche la famosa Chiesa di S. Maria di Bubalis, conosciuta come Nostra Signora di Mesumundu, uno degli esemplari più antichi dell'architettura religiosa altomedievale della Sardegna. La chiesa è stata costruita in stile tardo-bizantino sopra le rovine di preesistenti terme romane che utilizzavano la vicina sorgente calda di Abba de Bagnos. L'area in cui sorge è ricca d'acque sia minerali sia termali, la cui presenza ha favorito il popolamento della zona fin da epoche remote. La parte più antica della chiesa si distingue per la sua forma singolare e per la sua tecnica costruttiva perché è realizzata da filari di mattoni rossi cotti e piccoli blocchi di basalto di colore scuro.
La chiesetta campestre dedicata a S.Vincenzo Ferrer si trova poco distante dal paese, la facciata è quella tipica a capanna con un piccolo rosone sopra il portale e un campanile a vela laterale.
Tra gli eventi ricordiamo la famosa sagra della salsiccia e del vino novello che ogni anno permette di riscoprire i sapori e i profumi della cucina di Siligo.