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Sestu

 
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Sestu, la chiesa gotico catalana di San Giorgio
Uno sguardo in anteprima
A pochi chilometri da Cagliari sorge Sestu, il cui centro urbano è suddiviso in due parti, Part'e Susu e Part'e Jossu, dal Rio Cannas, sulle cui sponde si è sviluppato inizialmente il paese. Esso si trova in una posizione invidiabile, su una pianura molto fertile e fortemente sfruttata in senso agricolo, frequentata dall'uomo fin dall'antichità. Questo centro è, dunque, un luogo ideale per chi volesse godere della tranquillità della campagna, senza però rinunciare alle comodità offerte dalla vicina città.

Tra i paesi della provincia cagliaritana, Sestu è uno di quelli che più hanno risentito della dominazione romana, tanto che il nome deriva dalla locuzione "ad sextum lapidem", che ne sanciva la distanza di sei miglia da Cagliari: nella chiesa di San Giorgio è custodito il miliario dell’imperatore romano Settimio Severo, detta "sa perda mulla", in cui è riportata tale indicazione. Sulla base dei reperti archeologici, la frequentazione dell'area risale fino al III millennio a.C., quando si costituì il villaggio di San Gemiliano, di cui sono state ritrovate cospicue tracce. Sestu fu soggetta alla dominazione cartaginese, testimoniata dalla presenza nel territorio di una necropoli punica, per essere conquistata poi dai Romani. In epoca imperiale, sotto Nerone, qui fu martirizzato il vescovo cagliaritano Gemiliano, cui fu dedicata la località omonima e la chiesetta costruita intorno al XIII secolo. Il primo nucleo abitativo moderno sorse, però, attorno all'altra chiesa realizzata nello stesso secolo, ossia San Salvatore.
Con la conquista aragonese dell'Isola nel 1324, Sestu entrò a far parte del feudo di Berengario Carroz e rimase sotto il dominio spagnolo fino al '700, per diventare nel 1861 Municipio autonomo.

Galleria fotografica dei costumi tipici di Sestu
  • Sestu, uomini a cavallo
  • Sestu, sfilata di una coppia
  • Sestu, coppia in costume
  • Sestu, costume femminile
  • Sestu, costume tradizionale maschile


Perché visitare Sestu
Sestu offre al visitatore interessantissimi itinerari storico-culturali tra chiese antiche e siti archeologici. Una passeggiata nel centro storico non potrà prescindere dalla visita alla duecentesca chiesa di San Salvatore, attorno alla quale sorse uno dei primi nuclei del paese e che oggi conserva dipinti e statue di notevole interesse; alla parrocchiale dedicata a San Giorgio, uno dei primi esempi di stile gotico-catalano del Campidano di Cagliari, ultimata nel 1567 e al cui interno si conservano ancora il miliario romano con l'indicazione della distanza di questo centro da Caralis, dipinti, oggetti d'arte sacra e un bell'organo recentemente restaurato; infine, alla chiesa seicentesca di Sant'Antonio, costruita ad opera dei frati francescani.

Appena fuori il paese di notevole interesse storico-artistico è la località di San Gemiliano, chiamata così in onore del vescovo di Cagliari che qui sarebbe stato martirizzato sotto le persecuzioni neroniane. La zona conserva ancora testimonianze archeologiche molto importanti, che dimostrano la frequentazione dell'area fin da epoche remote: qui in età eneolitica sorse un villaggio con una sessantina di capanne, di cui è possibile vedere solo le basi in quanto forse realizzate in fieno e frasche e perciò molto fragili. Non lontano da qui, poi, in epoca nuragica sorse un secondo villaggio più piccolo di questo, di cui sono rimasti i resti di 14 capanne.
La località è famosa per ospitare all'interno di un recinto verde, decorato con statue in pietra realizzate da artisti locali, la bella chiesa romanica di San Gemiliano, dedicata al vescovo martire, edificata nel XIII secolo. Nel XVI secolo fu aggiunto un porticato a giorno e successivamente la sagrestia e la casa del guardiano. La chiesa sorge all'interno di un verdeggiante parco comunale, attrezzato per il divertimento di grandi e piccini.

Da più di 700 anni San Gemiliano è oggetto di un culto particolare che ancora oggi si esplica in due feste che richiamano un numero sempre crescente di visitatori e fedeli da tutta la Sardegna: la Sagra di San Gemilianino nella terza domenica di maggio e la festa di San Gemiliano la prima domenica di settembre. In entrambe le occasioni si svolgono cerimonie religiose, con processioni a piedi per portare il simulacro del Santo dalla chiesa omonima al paese, e feste civili, con manifestazioni sportive, degustazioni di cibi e vini tipici, spettacoli folkloristici e fuochi d'artificio. Il periodo delle feste non è casuale: quella di settembre prevede la benedizione dei futuri raccolti e quella di fine maggio coincide proprio con la fase della raccolta e di conseguenza dell'abbondanza. Caratteristica di questa manifestazione è l'usanza da parte di tantissime famiglie di trasferirsi negli "stali", sorta di alloggi realizzati con stuoie, frasche e canne all'interno del recinto su cui sorge la chiesa.

Suggestive anche le altre celebrazioni, tra cui il 23 aprile la festa del patrono San Giorgio e a maggio la tradizionale festa agricola di Sant'Isidoro. Giugno è un mese ricco di manifestazioni: si parte nella seconda settimana con il Festival della canzone sarda, nato nel 1998 come rassegna di musica in "limba" per la promozione del patrimonio linguistico e culturale isolano, per finire verso la fine del mese con la Mostra Regionale del Prodotto Ortofrutticolo, ottima occasione per far immergere i turisti nella tradizione gastronomica sarda e promuovere i prodotti agroalimentari locali. Nei mesi estivi, da qualche anno si tiene la manifestazione dell'Estate Sestese, con spettacoli musicali, folkloristici e di varietà, rassegne cinematografiche, teatrali, artistiche e di sport. A dicembre, infine, la Pro Loco organizza Natale Insieme, che allieta le giornate di festa con un festival canoro, un concorso per la realizzazione del presepe più bello, giochi sotto l'albero e una degustazione dei prodotti sestesi.

La visita di Sestu può comprendere anche una visita alle botteghe artigiane del paese per l'acquisto di oggetti realizzati in legno, ferro battuto e rame, oltre che per assistere alla realizzazione dei tipici cestini così apprezzati dai turisti.