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Segariu

Uno sguardo in anteprima
Il paese di Segariu sorge in un fondovalle che si affaccia lungo il corso del Flumini Mannu. È attraversato per tutta la sua lunghezza dal Rio Pardu. Il toponimo, attestato in documenti del 1180, significherebbe "tagliato dal fiume" (sega riu). Ma esistono altre ipotesi secondo cui il nome significherebbe stretta valle del fiume (s'ega de arriu) da ega, stretta valle, e arriu, torrente. Il centro urbano ha una struttura allungata, condizionata dalla presenza del fiume e dalle colline che lo circondano.

La presenza umana sul territorio è testimoniata dal rinvenimento di tracce di due nuraghi, la cui presenza conferma che queste zone furono abitate fin dai tempi antichi. Le abitazioni, dotate di corte, generalmente non sono costruite immediatamente a ridosso della strada, ma nella maggior parte dei casi si aprono su di questa con vasti portali d'accesso.
I materiali tradizionalmente utilizzati per la costruzione delle case sono le pietre scistose e trachitiche, ma è largamente diffuso anche l'uso dei tradizionali mattoni in lardiri.

Galleria fotografica del paese
  • Segariu, scorcio della parrocchiale di San Giorgio
  • Segariu, veduta del paese
  • Segariu, organi nella parrocchia
  • Segariu, parrocchiale di San Giorgio
  • Segariu, pane per le feste


Galleria fotografica del presepe
  • Personaggi del presepe di Segariu
  • Panoramica del presepe di Segariu
  • Segariu, Gesù Bambino
  • Personaggi del presepe di Segariu
  • Scorcio del presepe di Segariu


Perchè visitare Segariu
Nelle campagne del paese, vicino al torrente Lanessi, si trova la chiesetta di Sant' Antonio. Eretta nel XII secolo in stile romanico, in origine faceva parte di un monastero benedettino. Della chiesa originaria restano i muri laterali e l'abside, decorati con archetti romanici a doppia ghiera. La facciata, costruita in blocchi di pietra, è ornata nella parte superiore da una fila di archetti e sormontata da campanile a vela.

L'interno è a navata unica; nel pavimento si trova un'apertura che porta ad un ipogeo, dove ospiatava una fonte d'acqua terapeutica. I porticati ai lati della facciata, atti ad ospitare i pellegrini, sono un'aggiunta del XIV secolo, come anche la tettoia sul davanti. Nel mese di luglio si svolge la manifestazione di Trebajas, le attività legate alla produzione delle tegole cotte. In programma un'esposizione di prodotti tipici e una mostra di artigianato locale.