Logo Regione Autonoma della Sardegna
PROMOZIONE DEL TURISMO IN SARDEGNA
sardegnaturismo  ›  offerta  ›  città paesi  ›  paesi  ›  provincia di oristano  ›  scano di montiferro

Scano di Montiferro

 
info
Scano di Montiferro, la parrocchiale
Uno sguardo in anteprima
Il paese sorge alle pendici del Montiferru, massiccio di origine vulcanica ai cui piedi si dispongono testimonianze storiche che ne attestano un'antica frequentazione umana, individuabile nelle domus de janas di periodo neolitico, nuraghi, tombe di giganti fra cui Pedras Doladas fino agli insediamenti punici e romani come Sulù, Santa Vittoria, Turre 'e Manigas e Donnigheddu. Nell'abitato sono stati rinvenuti dei reperti riconducibili ad un preesistente sito romano.

Nel Medioevo il paese faceva parte del giudicato di Torres e nel 1113 fu donato ai monaci camaldolesi dal sovrano Costantino I di Lacon. Questi monaci poi avviarono un'importante opera di sviluppo agricolo a beneficio di tutto il territorio. Dopo la vittoria degli Aragonesi, Scano entrò a far parte del sistema politico e amministrativo del governo spagnolo.

Galleria fotografica del paese
  • Scano di Montiferro, mulino ad acqua
  • Scano di Montiferro, la cascata de Su Strampu de Alere
  • Scano di Montiferro, laboratorio Sa Roda Manna
  • Scano di Montiferro, panoramica del paese
  • Scano di Montiferro, nuraghe Urassala


Galleria fotografica della Settimana Santa
  • La processione della confraternita
  • La crocifissione
  • Momento della messa
  • Il ritorno della processione in Chiesa
  • La mano del Cristo crocifisso


Perché visitare Scano di Montiferro
Il paese è incorniciato dal Montiferru, la cui punta più elevata è rappresentata da Monte Urtigu (1050 m), che permette di compiere diverse passeggiate immersi in una rigogliosa e lussureggiante natura. La campagna che avvolge Scano è irrorata infatti da varie sorgenti, come quelle rinomate di Sant'Antioco, ed è ricoperta di boschi secolari di lecci, querce, agrifogli e corbezzoli ancora popolati da una ricca selvaggina e in particolare dai cinghiali. Di particolare interesse geologico la zona montuosa vicino al paese: Pedras de Fogu, Sa Rocca Traessa e le grotte Su Suterru e Su Coro Malzu. A poca distanza dal centro abitato, posizionati lungo il corso del rio Mannu e raggiungibili dalla strada per Sagama, sono conservati poi una serie di mulini ad acqua, in parte a ruota orizzontale, in parte a ruota verticale. Dei 16 mulini originari, solo sette sono ancora visitabili.
È inoltre possibile visitare il Parco degli Uccelli, che occupa un'area di circa 20.000 mq alle pendici del Montiferru in cui, tra piante di querce, perastri e lecci, sono ospitate più di 200 specie di animali, per lo più esotici.

Di sicuro interesse storico la parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo, risalente alla fine del XVIII secolo, e che al suo interno ospita pregiate opere artistiche fra cui un simulacro in legno dorato e policromato raffigurante San Pietro in cattedra, realizzata nel XVII secolo, e due statue di provenienza spagnola. La chiesa di San Nicolò, che presenta una facciata in stile neoclassico, ospita al suo interno una tela di Emilio Scherer, pittore vissuto e operoso nella prima metà del XX secolo. Altra sosta interessante può essere compiuta nella chiesa del Santo Rosario, sede della confraternita omonima, che custodisce la preziosa statua attribuita allo scultore Giuseppe Anonio Lonis, operoso in Sardegna nel XVIII secolo. Situate su due colline che delimitano l'abitato di Scano di Montiferro, le due chiese campestri di Santa Croce e di San Giorgio sembrano poste a guardia del paese. Non distante dal centro abitato si incontra la chiesa campestre, di Sant'Antioco, risalente al XVII secolo, fulcro attorno a cui si svolge la festa dedicata al martire suscitano tre volte l’anno. Il santuario di Santa Barbara è inserita tra le rocce di una zona occupata da nuraghi e domus de janas. A valle del paese si situa invece la chiesa campestre di Santa Vittoria immersa tra le rovine del monastero bizantino di Turre 'e Manigas.
Interessanti anche i resti archeologici che costellano le campagne di Scano di Montiferro, tra i quali meritano sicuramente una visita il nuraghe monotorre Abbaudi, situato alle pendici della collina di Santa Barbara, su uno sperone di roccia sovrastante il rio Semus, e il nuraghe Nuracale, uno dei più imponenti del Montiferru, che si erge nelle vicinanze del riu Luzzanas. Sulla collina di Pedras Dolada si trova infine l'omonima tomba dei giganti.

Il paese vanta una rinomata tradizione gastronomica che annovera "sa timballa de arrosu", uno sformato di riso con ripieno di carni e verdure. Viene prodotto inoltre un pregiato olio e un ottimo vino che riflettono l'abbondanza di uliveti e viticolture nel territorio. Un gusto speciale, inoltre, caratterizza il formaggio denominato "su casizzolu", dalla tipica forma di pera, e su pilotu come gli scanesi chiamano il vero pecorino sardo. Un'altra attività ben sviluppata è l'apicoltura, da cui si ricava il caratteristico miele del Montiferru, molto particolare per gusto e fragranza. Nelle macellerie di Scano, come in quelle di Santu Lussurgiu, infine è possibile trovare la carne del cosiddetto “bue rosso”.
Tra le feste che scandiscano l'anno scanese da ricordare i riti per la settimana santa, momento centrale e più sentito dell’intero anno liturgico. Protagoniste sono le tre confraternite del paese: la Confraternita delle Anime, quella del S. Rosario e l’Arciconfraternita di S. Croce (detta anche di S. Nicolò dal nome del patrono dell’oratorio in cui essa ha sede).