Uno sguardo in anteprima
Ai piedi del versante orientale del Montiferru, nei pressi di un antico cratere vulcanico circondato da uliveti si trova Santu Lussurgiu. Le belle case in pietra a più piani dai vivaci colori si affacciano sulle strade del centro storico e sulle piazzette.
Il paese, tra i più caratteristici centri montani dell'oristanese, è circondato da fitti boschi di lecci, agrifogli, castagneti e splendidi ciliegi. Il territorio è ricco di sorgenti d'acqua che danno origine ai torrenti
Bau Pirastu,
S'Ena Ruia,
Santu Miale e
San Leonardo di Siete Fuentes. Dal punto di vista faunistico il territorio ospita specie a rischio d'estinzione tra cui il grifone, il falco pellegrino, il muflone, il cervo sardo, la lepre e il gatto selvatico.
I lussurgesi si dedicano principalmente all'agricoltura, all'allevamento e all'artigianato, eccellendo soprattutto nella realizzazione dei tipici coltelli a serramanico e nella fabbricazione di attrezzature per i cavalli come morse, selle e stivali in cuoio.
Il toponimo richiama l'antica devozione paesana per il martire cristiano San Lussorio che secondo la leggenda si recava spesso in questa località per evangelizzare e battezzare i pagani. Proprio attorno all'antica chiesa dedicata a questo Santo, la chiesa di Santa Croce consacrata nel 1185 dal vescovo di Bosa, sarebbe sorto intorno all'anno Mille il primo nucleo del paese.
Galleria fotografica del paese
Galleria fotografica de Sa Carrela 'e Nanti
Galleria fotografica della Settimana Santa
Perché visitare Santu Lussurgiu
Santu Lussurgiu ha molto da offrire per un'interessante visita: una casa padronale del XVIII secolo ospita il Museo della Tecnologia Contadina, curato dal Centro di Cultura Popolare e visitabile su appuntamento. Artefice della raccolta è
Su mastru Salis, il Maestro Salis, che in venti anni ha raccolto più di 2000 oggetti appartenuti alla civiltà e alla tradizione del paese. Visitare il museo è come fare un viaggio a ritroso nel tempo: si possono osservare nelle varie sale oggetti usati quotidianamente dai contadini, dai pastori e dai carbonai che lavoravano ai piedi del Montiferru.
Per Carnevale la strada di fronte al museo, chiamata
Sa Carrela'e Nanti, è teatro di una sfrenata corsa a pariglia di cavalli guidati da uomini in costume. Nella frazione di San Leonardo di Siete Fuentes, sulla strada per Macomer, si trova la chiesetta omonima legata all'ordine degli Ospedalieri di San Giovanni e all'antico ospedale di San Leonardo di Sette Fontane.
Di straordinario fascino sono i riti della Settimana Santa prima di Pasqua, che coinvolgono le quattro confraternite del paese. I momenti di più alta solennità sono le rappresentazioni di
Su Nazarenu il Cristo alla colonna,
S'Iscavamentu la crocifissione e di
S'Iscravamentu la deposizione dalla croce. Queste rappresentazioni sacre sono di particolare fascino perché accompagnate dai canti
a cuncordu, noti fin dal XV secolo, in sardo e latino.
Altra importante tradizione, questa volta di carattere gastronomico, è la produzione del
casizzolu dall'inconfondibile forma a pera, e di
sa trizza e
sa fresa formaggi conosciuti ovunque in Sardegna.